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venerdì 31 dicembre 2010

In silenzio

Con due dita sposto la grande anta vetrata scorrevole e l'armadio rivela lentamente il suo interno: nel buio della stanza, al secondo tentativo intercetto le grosse, bianche Kalenji, che la mattina è fresca ed è meglio stare sul rinforzato. Con altrettanta destrezza richiudo l'anta e faccio scorrere quella di mezzo, sperando che la Bella prosegua nel suo sonno profondo: indosso solo canotta termica e calzini, non vorrei si facesse strane idee proprio mentre sto per fare l'Ultima Mezza dell'Anno. Zitto zitto, prelevo dal mio cassetto il resto dell'equipaggiamento e ritorno in soggiorno a completare il rito della vestizione. 
Cinque minuti di simil-stretching, un'occhiata fiduciosa verso il cielo azzurro, un'occhiataccia scettica verso l'asfalto scintillante e via che si parte. In silenzio, si chiude un altro anno: si corre per piacere, e per allontanarsi dai pasticci del mondo. Per quanta strada si faccia, si ripassa sempre dal punto di partenza, giusto in tempo per ripartire.

domenica 19 dicembre 2010

Cross di Gavardo, un anno dopo

Mi rode troppo quando parto per rifare una corsa e poi scopro che hanno cambiato il percorso: per quelli come me che non hanno che da correre contro sé stessi, una vera fregatura.

Come lo scorso anno, la neve copre lo strato erboso, ma almeno quest'anno non hanno portato le pecore al pascolo nella settimana precedente: oggi ci sono solo le zolle gelate da evitare con (moolta) cura, niente souvenir.
Rispetto allo scorso anno (come risulta dalla traccia GPS rubata all'amico di Sulzano), un allungamento di quasi 700 m che giustificano i miei 2 minuti e oltre in più. Il dislivello, che a occhio sembrava molto superiore per via della terza salitina introdotta quest'anno, risulta invece quasi invariato, sui 110 m. Una bella faticaccia, comunque, e un continuo rischio per le mie cavigliette.
  • 13 dicembre 2009: 5.6K in 22.03, 40.mo/100 (8/35 di categoria)
  • 19 dicembre 2010: 6.2K in 24.22, 25.mo/102 (6/43 di categoria)
Freddo, tanto, per una volta sfidato in maniche corte (uno dei pochi, oggi).

Nient'altro da dire, non sono io l'uomo dei cross.

Dimenticavo le foto.

venerdì 17 dicembre 2010

Holiday on ice

Questa settimana si riprende a macinare, piano piano, poco per volta, e intanto fiocca. Esco entusiasta col completo da fondista, e alla terza curva rischio il patatrac sul ghiaccio nascosto dalla neve. Riparto in modalitá adelante con juicio, cercando di correre su strade poco battute e restando nei tratti dove la neve é immacolata: in mezzo alla carreggiata, insomma, ma tanto non passa nessuno. Goduria e creek creek

2K tranquilli e poi un giro lungo da 4K attorno alla Marisa: l'idea iniziale era di farne due corti da 3K, ma mi pare un tantino spericolato. E corro beato nel silenzio dei campi.

PS: come compito di Natale mi studio questo video e dico basta ai rimbalzi e agli inutili sprechi di energia. Forse.

sabato 11 dicembre 2010

In fiamme

Sul finire della seconda settimana, torna a bruciarmi dentro il sacro fuoco. Brucio anche per la canfora spalmata sulle gambette di sedano, chè alle 8 di mattina il sole ha fatto capolino ma ce ne vuole per togliere il freddo di mezzo. E brucia pure il capannone in fondo alla strada: una colonna di fumo nero che sale a turbare il cielo azzurro e poi si diffonde nell'aria, in attesa che arrivino i mezzi sirenanti.

Ho compagnia stamattina: al pranzo sociale mi sono accordato per fare qualche seduta con un paio di compagni, pare che sono gettonatissimo! L'amico Micio aspetta al cimitero, arrivo un tantino in ritardo ma ho la scusa dei pompieri bella pronta. Di qui si parte per la salita al monte, col polpaccio che finalmente fa giudizio e le gambe che stanno per tornare. Via fra i castagni, lungo sentieri prima segnati dal  trattore e poi sempre più stretti e ripidi, fino alla Scala Santa, che lui inizia salterellando e io gli vado dietro strisciando la lingua per terra, poi ci si arrende e si conclude mani sulle cosce. Per non dire dei 100 metri finali fuori dal bosco, in linea retta e quasi verticali: Micio arriva alla croce pochi secondi prima di me, che mi metto a correre solo nel tratto finale, ma non si fa competizione in famiglia (non quando arrivo secondo, almeno).

Caspiterina, come si sta bene al sole! (ovviamente, alla prima campestre il tempo volgerà al brutto)

mercoledì 8 dicembre 2010

Letargia e pianificazione

Dopo la botta fiorentina, un solo tentativo -ridicolo- di corsa il giovedì, 2K e rotti e poi a casa col polpaccio che si lamenta. Il timore del dolore si aggiunge alla delusione della gara e resto fermo fino a ieri, a parte un'uscita di mezzora in piscina di sabato, ma l'acqua non è il mio elemento.
Ieri esco dal letargo e inizio la seconda settimana del post-M, dove cercherò di seguire le indicazioni del dottore.
Dovrete quindi correre dai 40 ai 50’ ad andatura lenta. L’importante sarà però dare molto spazio agli allunghi.
Il polpazzo duole ancora, ma è stato buono per metà percorso e il dolore si è affievolito nel giro di un paio d'ore: ad ogni modo ho deciso che anche Lui viene con me, non li sopporto quelli che all'ultimo si tirano indietro. Si va insieme.

Bozza di obiettivi 2011:

giovedì 2 dicembre 2010

Struzzi

Ne sono sicuro, dietro il "ma come mai?" con cui S. ha avviato la chiacchierata al telefono, si nascondeva, nemmeno troppo bene, la parola fallimento. Cazzarola!

Vale forse la pena di spiegare che faceva davvero davvero freddo, anche per un montagnino come me? 
Che da quando sono salito sul colle alle 8 fino a ben dopo che mi sono cambiato, non sono mai riuscito a sentire in vita le dita dei piedi? 
Che il vento dei lunghi viali era sempre contro e che sferzava il mio morale ben piú che la mia sottile figura, incurvata e concentrata sulla verde linea della corsa?
Che il polpaccio ha iniziato a punzecchiarmi alla mezza e poi ho perso di vista il mio gruppetto e infine la testa é andata per conto suo?

Non credo, vedo la gente che mi passa a velocitá doppia nel finale del video, e io non reagisco e forse nemmeno li ho visti. Esco a correrci sopra, dopo l'impacco di argilla.

Se poi scivolo sul ghiaccio, l'anno prossimo mi do alle bocce. Dicono siano rilassanti.

martedì 30 novembre 2010

E venne Flo. E dopo?

Ciao Flo, arrivederci. Ho stracciato il pallino di FI dallo stradario, non farci caso.

Sentimenti contrastanti mulinano e sgomitano dentro di me, ancora presto per le conclusioni. Mi limito a poche parole, ce ne sarebbe per pagine e pagine di scarso interesse.

Felice dell'esordio sotto le 3 ore (non da tutti dice Nicolino): clap clap, vecchio mio!

In parte deluso dal tempo finale: pensavo a qualcosa di meglio del mio 2.57.21. Mi sono lasciato illudere dalle previsioni altrui o veramente ce la potevo fare? Maledetti polpacci, maledetta testa!

Che bello correre fra la gente assiepata lungo i viali per vedere la corsa, non solo per attraversare la strada. Non sempre ho alzato la testa dalla linea verde del percorso, ma li ringrazio lo stesso, uno ad uno. PS: mi dicono che abbiamo attraversato Ponte Vecchio, il GPS conferma ma ... davvero ... io non me ne sono accorto!

Frustrato e frustato dalla pioggia e dal vento gelido. La prossima ad Honolulu, si dice sul Lungarno.

Ancora spaventato al ricordo del mio arrivo, tremante di freddo e rallentato dal crampo che riesco a tenere in silenzio fino alla fine. Vedo il video e mi faccio pena.

E vien da piangere per i trenta minuti che mi servono a raggiungere il ritiro bagagli, troppo lontano dall'arrivo, troppo piccoli e ballerini i gazebo, troppa fatica cambiarsi, troppo lontano il B&B.

Ma vien da piangere, e di gran gioia, a pensare a loro tre con lo striscione per il loro papá, che bella sorpresa! Senza quello, chissá, forse mi fermavo prima.

A due giorni dall'evento, le gambe stanno bene, troppo bene forse e la voglia di tornare sale. Non é mica finita qui. Perché, come direbbe lui se ci fosse ancora: Potresti fare ancora meglio.

venerdì 26 novembre 2010

Flo (quasi) 11 di 11

Flo, io parto, poi si vede.
Ci si sente dopo.

domenica 21 novembre 2010

Flo 10 di 11

Scarico e ascolto.

Ultima settimana semi-seria, resa difficile da impegni di lavoro e meteo schifoso, fronteggiati solo grazie a tanta ostinazione e all'aiuto degli amici incontrati in pista. Danke!

Partendo da qui, metto insieme un 2 ore attorno al giro sotto casa (43 folli giri, i vicini iniziano a insospettirsi), qualche giretto al Giuriati con Nic, una serata in pista dove concludo solo uno dei due 5K previsti (ma passo il resto della serata in bellezza, correndo e chiacchierando con il mio compagno G.) e un'oretta nel dopopranzo di sabato (con qualche problema di digestione, burp).

Rimugino sui consigli vari e faccio mio il meglio e il peggio di tutto:
Non devo partire troppo forte, ché la maratona non perdona. 
Chi dice al 30, chi al 35, ma prima o poi la crisi arriva (chi dice crampi, chi non dice: io intanto tocco ferro).
Non devo neanche partire troppo piano, qualcuno mi dice di passare alla mezza sotto i 4', ci sto facendo un pensierino.
Ho paura di non aver fatto troppi lunghi, ma quelli che ho fatto mi dicono che rimarrano nelle gambe, sperém.
Ed ora devo riposare: chi dice di starmene a letto, chi di uscire poco ma al mio passo, chi di calare pian piano partendo da uscite di 1hl, difficile provarle tutte.

Di sicuro c'é che ora ho voglia di farla finita, la carica arriverá al momento giusto.

lunedì 15 novembre 2010

Viva gli Alpini

L'articolo di podisti.net introduce alla corsa ma non dice tutto, anzi. Io e la Bella ce la siamo goduta tutta, senza nessun rimprovero e nessuna lamentela: la canotta la terremo per l'estate al mare, oppure semplicemente nel cassetto.
Bel percorso (che io ben conosco, amato parco!) e atmosfera super rilassata: per una volta, star lontano dal clima iper-competitivo del circuito bresciano fa bene (credo che ripeteremo piú spesso l'esperimento in futuro). Bambini al caldo, custoditi e impegnati dalla baby sitter, genitori fuori sotto l'acqua che si fa via via piú intensa.

E' un allenamento, ripete il mantra, poi c'é lo sparo e cerco il mio ritmo. Dopo i primi saliscendi (alla faccia della mezza facile), mi attesto sui 3,50, sento che li reggo bene e mi metto assieme a un gruppo di altri 3. Un po' sto dietro, un bel po' tiro il gruppo spavaldo. Al primo giro si fa salotto: chiedo agli altri se siamo d'accordo per un 1,22 e sembra che dobbiamo fare una corsa a squadre piuttosto che uno contro l'altro. Cool!

Dicevo: io devo tenere il ritmo e lo faccio, ma cosí perdo compagni per strada ;) Dal 15.mo siamo solo in due, attraversiamo il tratto sterrato e molto nervoso fino al 17, quando un tale ci dice che siamo ottavo e nono. Un centinaio di metri avanti a noi ne vediamo ben tre, azzardo un "Ci proviamo?" e ottengo risposta affermativa: tiriamo a tutta per un chilometro buono poi ci risvegliamo dal sogno quando un altro addetto ci dice che siamo il 14 e il 15.
Rallentiamo un pelino ma strada facendo ne ripigliamo uno che é piú scoppiato di noi. Poi, non appena vedo il cartello dell'ultimo km non resisto e clicko il pulsante del Lap. Parto e mi godo i cartelli posti ogni 50m, chiudendolo in 3,32. Decimo assoluto e terzo di categoria, scopro di lí a poco: ed era solo un allenamento da 1,21 e spicci, chiuso senza grossi patemi.

E dopo una bella doccia calda, un minimo di ristoro (che era molto molto generoso, i bimbi hanno apprezzato!), un paio di pacchi premio da ritirare: al secondo non resisto e replico ai complimenti del cerimoniere con un "Viva gli Alpini!". Sará per la barbona con cui mi sono presentato, ma mi é sembrato di averlo davvero convinto.
Postilla: la giornata si chiude in bellezza con l'episodio de I campagnoli in cittá. Non appena Ibra Jr. esce dal metró, indica il Duomo con il dito e si mette a urlare eccitato, neanche fosse atterrato un UFO. Due passi in Galleria, abbastanza disgustati da un certo lusso e dall'atmosfera generale, poi si chiude con un'oretta in Feltrinelli (quella si che merita).
No, penso resteremo contadinelli per sempre.

Immagini linkate da Podisti.net

Flo 9 di 11

Flo, e se non facessi l'ultimo lungo?
Breve sunto della settimana, che al solito inizia qui.

  • Lunedí corsetta post-mezza, con sinistri scricchiolii dappertutto.
  • Mercoledí, fartlek da 12K: uno degli ultimi, grazie cari!
  • Giovedí torno tardi, c'é buio e faccio una pazzia degna di Nicola: 23 giri del quartiere sotto casa, che almeno é illuminato e limitato il passaggio d'auto (ne vedró in tutto meno di una decina). Sará la vicinanza a casa, che vedo ogni volta che svolto verso l'inizio giro, sará che mi illudo che l'ora prevista passi prima correndo piú forte, alla fine ci metto dentro altri 4K a 3,59, e finisco a 4,10. Numeri numeri, ma le gambe stanno girando meglio e il piede si rimette in sesto.
  • Venerdí il giro lento con S., di cui scrissi.
  • Domenica, l'Alpin Cup di cui scriveró (merita una pagina a sé)

sabato 13 novembre 2010

Parlando s'impara

Un'ora di corsa lenta con S. (PB a NYC: 2.42), tutto il tempo chiacchierando (*), per scoprire quanto segue.
Che sono leggero e veloce, posso indossare le mia A2 nel giorno di Flo.

Che l'ultimo lavoro deve essere un 3x5K, possibilmente martedì, possibilmente attorno ai 17'20 (quindi una ventina di secondi sotto il mio PB ...)

Che, non oltre giovedì, dovrei fare ancora un lungo attorno alle 2 ore e 50, giusto per stare sulle gambe, non importa il ritmo. Non ne avrò il tempo: al massimo arrivo alle 2h, ma non prima di sabato.

Che, soprattutto, dopo la maratona le gambe andranno a mille sin dai primi cross di dicembre.
Ora so perchè lo sto facendo: per tornare a rotolarmi nel fango, allegro e incosciente come un cinghialetto!

(*) 1 ora di corsa lenta, sui 4.30 per intenderci, chiacchierando per tutti i maledetti 60 minuti, è comunque un bell'allenamento per gambe e polmoni. Serve per la maratona, che poi viene buona per i cross, che sono propedeutici alle corsette primaverili, che sono fondamentali per le mezze di inizio stagione e via dicendo.
E non se ne vede la fine.

martedì 9 novembre 2010

celo celo manca

Sono giorni che il dolorino viene e va e si sposta qua e là: tendine, polpaccio, metatarso, il piede destro fa le bizze e il sinistro mi pare voglia imitare il fratello pazzo. Ci corro lo stesso allungando di qualche metro il riscaldamento, poi leggo della Sindrome invisibile da carico:
  1. Il soggetto sente dolore soltanto nell'azione di corsa: manca, di solito lo sento dopo e zoppico camminando (un po' me la tiro e irrigidisco di proposito il piede)
  2. La patologia d'innesco è costituita da una tallonite: celo
  3. Il soggetto lamenta un dolore nella zona pelvica anteriore: celo (a volte, mica sono tutto da rottamare)
  4. Tutti gli atleti ... hanno avuto l'infortunio dopo aver stabilito i loro record ... dopo un periodo di carico notevole: c'est moi!
  5. Tutti i soggetti hanno età compresa fra i 35 e i 45 anni: celo
Sarò ipocondriaco, ma se scorro la lista delle patologie mi pare di averle quasi tutte. Chiaro sintomo di Spaghetto da 3 settimane a Flo. Speriamo.

Il riposo - Si è rivelato in tutti i casi l'arma vincente: e che gli dico a Flo?

domenica 7 novembre 2010

Flo 8 di 11, con incidente di percorso

Flo, mi prendo una settimana corta.

Solo 3 uscite, che iniziano con un 10K lento e finiscono con un 12K medio, quindi si passano due giorni in attesa della domenica. Ed é bello, una volta tanto, sapere di aver finito i compiti in anticipo e presentarsi riposati al giorno dell'esame. I lavori del sabato li faccio solo in giardino!

L'esame, stavolta, é la Maratonina del Basso Garda, in una mattinata grigia ma per fortuna senza l'acqua che i menagramo sembravano augurarci. La mia prima mezza, 2 anni orsono, finí cosí:
  • Tempo:1:28:56
  • Classifica: 180/485 (Cat.: 39/75, ed ero MM35!)
Ancora ricordo, ma cerco di rimuovere dalla memoria (che, per fortuna, é portata per la rimozione ...), i dolori di ventre del pomeriggio seguente. L'allenamento piú lungo che avevo fatto non superava i 16K, ed era stato un caso isolato. Dilettante allo sbaraglio.

Stamattina é andata meglio: il percorso non offre molto sotto l'aspetto panoramico, ma é decisamente veloce e offre la possibilitá di spiare spesso gli scalmanati che si inseguono lá davanti. I dieci K che portano verso Montichiari (il solo centro abitato attraversato dalla corsa) sono fatti di lunghe strade che attraversano i campi, ed i radi alberi consentono una buona visuale. Peccato siano sempre troppo lontani.

L'occasione é ghiotta, oggi é valida per i Regionali individuali e di Societá, praticamente un raduno di Speedy Gonzales. Il treno che mi porta a Montichiari é quello delle due signore che oggi dominano la corsa bresciana: un po' sto in coda, un po' davanti, il solito tiramolla. Poi, da Montichiari in giú resta solo la spagnolina, l'altra é rimasta indietro. Si forma un bel gruppetto con altri corridori, si tengono i 3,42 poi qualcuno si stacca, cerco di riprenderlo invano, poi il gruppetto mi risucchia. Arriva il mio compagno G., gli confesso di sentire le gambe stanche e a 3 dalla fine se ne va. Gli arrivo poco dietro, siamo entrambi fuori dai primi 10 regionali ma ho abbassato di un altro minuto il PB.
Ridendo, mi confessa che "Farsi battere da un maratoneta era troppo!".
  • Tempo: 1.18.31
  • Classifica: 62/882 (Cat. 12/159)

lunedì 1 novembre 2010

Flo 7 di 11

Flo, oramai ci siamo.

Settimana che vorrebbe essere meno carica della precedente, invece inizia qui con un'uscita coi colleghi poi abbandonati alla loro sorte, e finisce qua con un 35K sotto pioggia e vento, totale altri 96K (ma 11 sono di passeggiata sui monti, non valgono). In mezzo, il solito menú.

Credo e spero che sia l'ultimo lungo della serie, ora ci dedichiamo alla mezza di domenica sul garda, valida anche come Campionato Regionale individuale e societario (quindi, immagino tiratissima) e, meno seriamente, all'Alpin Cup nel parco dove ogni tanto mi alleno. Per riconoscenza, dai.

Non ho altro da dire: la Dottorina ha visitato anche me, ma senza aprirmi ai segreti del mio cuore (al ché la Bella, valutando il grado medio di scazzo di tutti i dottorini che abbiamo visto in questi 3 anni, se n'é uscita con qualche dubbio sulle uscite di Nicola ... ;) . Dopo una mattinata di corsa sul monte col mio gemello barbuto, arrivo a 340W e quasi piglio i giovanotti del pallone: il top scorer del giorno non passa i 350. I feel good.

sabato 30 ottobre 2010

In due nel bosco

Necessito ossigeno e colori che solo la montagna puó dare. Punto ad emulare, nel mio piccolo, una delle recenti sfuriate, poi mi ricordo di dare una lustratina alla scatolina dei ricordi, l'allenamento puó aspettare.

Arrivo presto e nemmeno mi lasciano scendere dall'auto: il Vecchio é giá seduto di fianco a me, Ma' dice che resta a casa, la meniscopatia la rallenta e non vuole rovinarci il divertimento. Una rapida occhiata a quel libro aperto che sono per me gli occhi suoi e vedo che non mente. Non insisto e partiamo.

Pescarzo é un piccolo borgo ben conservato, lá dove la Valle si restringe ed inizia la risalita verso l'Adamello e poi la fuga verso il Trentino. L'hanno messa al sole e si vede: gerani ai balconi, castagni robusti e belle pietre lisce a punteggiare boschi gialli d'autunno. Per nostra fortuna, tanto bello quanto sconosciuto ai piú.

Mai andato fino al rifugio, ma so giá tutto, Lui non ha smesso di parlarmene durante il viaggio. Questo quieto pensionato con un passato rock-n-roll, che condivideva la sella del vespino con l'Ago, bancario precettato e senza passione, appassionato di numeri e collezionista di depliants di MediaWorld, possiede una discreta quota del mio DNA, non me ne devo dimenticare. Osservo e mi vedo.

Smontiamo che in paese c'é quasi il sole, l'aria é fresca ma io rimango in pile. Il Vecchio esibisce da subito la T-shirt, altri tempi. La salita é subito ripida, prendiamo la scorciatoia che passa dalla cascina dell'Angiolino, e poi mi elenca altre 3 possibili vie d'accesso e un numero infinito di persone che avremmo trovato lungo la strada. Capisco quanto Lui sia di casa.

Castagne e ricci ricoprono la via, ripida e scivolosa al contatto fra pedule e foglie secche. Mi guardo intorno, come quando corro coi colleghi che sono troppo piú lenti di me, Lui tira il gruppo ed ha ancora un buon passo, molto buono per un quasi 70. Le castagne sono piccole, ma Lui sa sotto quali alberi potremo trovare le migliori, solo che oggi non abbiamo voglia di raccoglierne. Si sale e basta, verso l'infinito e oltre.

Possibili escursioni non mancano, partendo dalla nostra base o da poco distante, faccio mio lo spirito della Pro Loco e ne cito due: le Baite del Mella e il Passo dei Campelli (vedi alla voce scialpinismo).

Si sale e il bosco si apre, le felci sono ancora alte ma secche: ogni tre passi  mi racconta di quando il Pina o la Marilena ne hanno trovato uno, quasi me li vedo spuntare da sotto i piedi e ogni tanto ci proviamo anche noi a rovistare, ma la stagione é avanzata, il freddo pungente per gli amici boleti.

Inizio quasi ad averli in odio, la Marilena e il Pina, quando, giusto dietro la statua in granito di un Cristo accogliente, Lui trova il primo. Al sole, protetto dalle foglie del bosco, si é conservato bello fresco per noi. Frenesia. Dove sono i tuoi fratellini?

Solo dopo un altro pezzo di strada, con il bosco oramai ridotto a poche rade betulle tenute insieme da un mare di felci, Lui trova anche un bel porcinello rosso (gambette dalle nostre parti, per via della sproporzione fra il sottile gambo e l'ampio cappello). Merita una foto con la Concarena sullo sfondo.

Poi iniziano sottili e brevi macchie di ghiaccio sul percorso, arriviamo alla Baita e giriamo un altro poco nei prati, che Lui sa dove vanno i locali, li vede quando si ferma a mangiarsi il panino, li studia e oggi li imita, ma non é giornata. E panino sia!

Con familiaritá mi mostra l'interno del locale, sempre aperto, e pure la camerata al piano di sopra. Mai parlato tanto da ché ci conosciamo.

Il lieto fine poco dopo l'inizio della discesa: in un bel boschetto riparato da sguardi indiscreti e dai venti maligni, spuntano altri 3 porcinelli e 2 porcini. Ma' sará contenta, bottino magro ma inatteso, noi scendiamo di passo allegro, allungando per una strada meno ripida fra i soliti castagni, cascinali ancora attivi e un torrente a fondo valle che ci regala rumorosa freschezza.

Diceva con amarezza il poeta:
Looking in the mirror Harry didn't like what he saw
The cheeks of his mother the eyes of his father
As each day crashed around him the future stood revealed
He was turning into his parents
The final disappointment 
Non é il mio caso, oggi preferisco John Fante.



domenica 24 ottobre 2010

Flo 6 di 11

Flo, mi stai prosciugando.
Questa settimana ben 83K percorsi, quasi due maratone intere. Per un errore di programmazione faccio un solo giorno di riposo, recupereró la prossima settimana.

Programma intenso ma piú tranquillo del solito. Ripe stavolta completate con successo, ma erano solo 3x3; solito Fartlek cittadino e poi ben 3 lenti: il 7K Molto lento col collega C., il 15K Frizzantino con l'amico S. (che, ora ne sono sicuro, vuole proprio tirarmi il collo!) e il 12K Sbrigati che é pronto il pranzo in solitaria.

Si conclude la settimana in bellezza, con 10K in salita sul Monte della Maddalena a Brescia, giusto per la serie un anno dopo:
  • 25 ottobre 2009: 57.mo/258 (Cat. 12/52), in 49:58
  • 24 ottobre 2010: 36.mo/288 (Cat. 6/52), in 48:27
Il sintetico resoconto: partenza a freddo ché il bus dell'organizzazione ci riporta alla partenza che mancano solo 5 minuti. Non me ne lamento, le gambe sono cariche sin troppo.
Parto sbuffando, e il percorso non aiuta a migliorare l'ossigenazione. Corsa tutta in salita, coi primi che tengono ritmi marziani e qualche recupero qua e lá. Gente in strada che fa trekking coi bastoncini, raccoglitori di castagne e vago profumo di chiodini dal bosco. Pure due gocce di pioggia, ma é solo uno scherzo breve.
Arrivo in prima pagina stavolta, non sono alle corde e scendo subito a cercare la Bella. Mi slurpo un altro K e mezzo di discesa e risaliamo insieme.
Pure stavolta mi godo il prestigioso palco dei premiati (sempre troppi, secondo me): i bei pantaloncini taglia L finiscono subito nel cesto dei premi per il prossimo GP del Sebino. Qualcuno, prima o poi, li indosserá.

Rientrando a casa, mi faccio abbandonare al casello e concludo il quasi lungo del giorno con altri 10K tra vigne e canali.

La sera, pur avendo mangiato come un leone, mi sento completamente vuoto.
Pausa.

giovedì 21 ottobre 2010

Le mille vite del Signor D.

Ore 6.38, la radiosveglia blatera: la spengo prima che sia troppo tardi e scatto sull'attenti. Preparo la tavola, m'inizio a vestire, scaldo tè e latte e passo la scrollata che risveglia ai due mocciosetti. Non senza fatica si arriva a sgranocchiare qualcosa e si rientra in bagno alle 7.25. Vestizione, lavaggio denti, capelli, scarpe, merendine, giubbini e si esce in attesa dello Scuolabus. Lui ha dimenticato il giubbino, risalgo. Lei non ha la fascia ai capelli, risalgo. Arriva lo scatolotto giallo e rientro gettando a terra la maschera del Buon Paparino.

In A4, da quando ho parlato con quel menagramo del mio collega E. ("Ah si, ci metti solo 45 minuti? è un buon tempo, non credevo"), il traffico è diventato più sostenuto e meno sostenibile. Jack mi ricorda "Slow down everyone, you're moving too fast", oggi non è il mio caso e inveisco malamente contro gli dei: serve a poco ma che importa. Lo Sponsor della Società Autostrade lascia il palco poco dopo le 9.

Fino alle 13, primo atto del Bravo Ingegnere: meeting a raffica, una mezzoretta con le chiappe sulla mia-sedia-mia, quindi si conclude con un colloquio ad un candidato, piacevole novità. Ma sto pensando ad altro.

Arriva l'ora fatale, mi catapulco nella changing room e vesto i comodi panni dell'Apprendista Maratoneta. Ci ho pensato a lungo, oggi si va di Fartlek cittadino: 1' lento ed 1' veloce. Esco dal cancello, mi concedo ben 4' di riscaldamento e si parte. Sfruttando il rettilineo finale sul Villoresi, ripetuto con ossessione maniacale, arrivo a fare un buon 11K, media 4.06. Rientro senza fiato dribblando sguardi perplessi.

Secondo atto del Bravo Ingegnere, altri meeting, gente che mi cerca per questo e per quello, la sedia rimane fredda. Alle 17.50 i lacci della maschera si allentano, devo rientrare.

Ad occhi chiusi rifaccio il percorso al contrario, il Telepass mi saprà dire se c'ero davvero.

Atto finale del Buon Paparino che prepara cena con le generose donazioni delle nonne (la Bella sta in trasferta, mannaggia al business!), si informa su attività scolastiche e sportive, seda liti sempre in agguato, quindi propone un gustoso dopocena: allenamento di bagher in cameretta. Sudaticci, li stringo belli stretti nei loro lenzuolini. Sembrano felici.

In testa riparte il trenino dell'Apprendista Maratoneta, tabelle programmi consuntivi di fine giornata. Ma poi vince il coscienzioso Bravo Ingegnere: c'è del marciume da smaltire, Terzigno potrebbe non bastare, e si passa la serata in pigiatura di tasti. Ma tornerà la Bella e tutto rientrerà nella norma.

La joie de vivre non manca.

Martedì prendo ferie e scappo sui monti. La foresta richiama.

lunedì 18 ottobre 2010

Flo 5 di 11

Tra me e Flo oramai c'é confidenza: sono solo le Ripe che continuano a fallire, ma il Lungo mi viene tanto bene che, nel pomeriggio di sabato, nel solito ruolo di portiere attempato, riesco a pigliarle tutte senza affanno. Povero Ibra, che delusione!

Le Ripe, dicevo, vanno maluccio: stavolta colpa della pista, dove decido di inaugurare la mia nuova carriera di corridore autunnale. Nello stadio che non conosco non c'é nessuno, il responsabile dice al telefono di fare lo stesso due giri di pista, ma il custode non accende i fari ed abbandono abbacchiato al secondo 2K.

Funziona bene il fartlek cittadino invece: il Villoresi e' una palla se non usi gli incroci per cambiare il ritmo, cosí spuntano dal cappello 15K a ritmo variabile 3/2/1'.

Oltre 75K questa settimana: gambe imballate e ritmo che sento via via in calo ma con un minimo consolidato che vorrei mi durasse tutta la gara. L'amico S. mi illude con un 2.45, ma al momento un 2.59.59 sarebbe giá un sogno. Che metto nel cassetto.

lunedì 11 ottobre 2010

Flo 4 di 11 con ciliegina




Cara Flo, mi stai veramente stancando!
Fra lunghi e lenti e ripe e variazioni sul tema mi sono dovuto prendere due giorni di riposo prima di andare in gita ai Castelli
Purtroppo, il pesante allenamento al quale non ero affatto abituato ha giá dato i suoi frutti: le gambe ora girano non piú velocissime, ma riescono a tenere un buon ritmo piú a lungo di prima. E cosí, nonostante dichiari intenzioni affatto bellicose ("al massimo vado a 4,00", "1.22 sarebbe un bel tempone col percorso di oggi"), in questa fresca e soleggiata mattina d'autunno sulle colline del Garda, finisce che mi metto via via ad inseguire i gruppetti che mi stanno davanti, spesso animato dalla visione di qualcuno di cui conosco i tempi. E non mi accontento mai: nel gruppetto davanti ne vedo sempre un altro e non mi riesce di starmene fermo, lo devo andare ad annusare da vicino. Una molla impazzita.

E finisce che mi ritrovo al 18.mo con la strada deserta davanti a me, i primi 50 avevano preso il largo ed alcuni giá stavano rimpinzandosi al ristoro. Una corsa ad inseguimento, quasi sempre in solitaria.

Che ne so, stavo bene e non mi pare di essermi strozzato, per questo l'1.19.20 finale mi ha decisamente stupito. 250 m di dislivello dice il GPS, e c'erano tutti, per non parlare dei 5k e rotti che mi faccio per andare a cercare la Bella, finalmente felice e in modalitá tutt'uno con l'ipod.

Mi saró giocato il jolly? speriamo di no, volevo calarlo in quel di Carpenedolo, dove il percorso é decisamente pianeggiante, vediamo che succederá in un mese.

E, nella magia del 10.10.10, sparisce il raffreddore, il naso si riapre, l'unghia del mignolino nasconde i dolori della ricrescita e si finisce la giornata al parchetto, con un salterellante bambino felice di prendere a pallonate uno zoppicante portiere dalla barba sempre piú bianca e dall'aria piuttosto assente. Quando finisce la rincorsa?

Tempo: 1.19.24 (rt: 1.19.20)
Classifica: 54/540 (Cat.: 8/90)

martedì 5 ottobre 2010

Flo 3 di 11

Diario di Flo, 3.za parte

Cara Flo, innanzitutto le settimane sono 11 e non 10, iniziamo bene ...

Menù della settimana in 5 portate: Lento Badante, 8x1 nel Parco, 12K Medio (con e senza il kappa-way), Lento del Sabato e 25K in Discesa. Altri 65 e rotti K in saccoccia. Seguono note sparse.

Sto imparando a correre il Lento, ma forse dovrei allungarli di altri 4-5K. Non ne ho tempo, per ora.

Al Parco Nord per le Ripe, parto forte ma rallento sul finale: le Ripe annoiano e stancano e il lungo rettilineo sarà anche veloce macheduepalle. Mi stupisco di come in molti sembrino osservarmi lungo il percorso. Faccio congetture e ipotesi varie, finchè non noto che ho la maglietta al contrario ...

Il Medio parte sotto la Gran Pioggia, ma a metà strada quasi soffoco di autocombustione. Spezzo l'uscita in due per uscirne vivo: devo essere carino col k-way legato in vita, peccato non essermi visto.

Sabato Gran Giornata dell'Orto: chiusa la stagione dei pomodori (ma i datterini li teniamo ancora qualche settimana), parte lo svuotamento del composter. Mal di schiena, quando faranno partire la raccolta dell'umido? Mi tocca uscire per una corsetta e spezzare la giornata da ortolano.

Domenica, a castagne, ma la famiglia non è in forma-Badia, ci stanchiamo presto e battiamo il record negativo di raccolta. Rientro alla base direttamente dal parcheggio, i primi 5K in discesa di 500m, forse una follia ma scendo piano piano e poi imbocco il sentiero dell'autostima al contrario e vado veloce e con gusto, tanto che un rampichinista mi passa a fatica e mi regala un "viaggi!" seguito da un'imprecazione che, ovviamente contestualizzata all'episodio sportivo in particolare e alla vicinanza del locale Santuario in generale, mi porta a sorridere e spingere ancor di più fino alla fine dello sterrato. Io viaggio!

lunedì 27 settembre 2010

Settimana 2 di 10

Diario di Flo, settimana 2 di 10.

Nell'ordine: Lento Solitario, Lentissimo Socializzante, Ripetizioni 8x1, Medio 11K, Lungo Fluviale.

Discrete le Ripe, 8x1 con media di 3.32. Pensavo peggio, credevo di annoiarmi prima. Buona l'ultima a 3.26.

Nel dí del Medio, da aggiungere il km finale della Staffetta di Gussago: per l'occasione faccio il vecio senza strafare, che tanto i ragazzini prima di me hanno fatto il buco. Pioggia a catinelle.

Bello il Lungo, 10"/km piú lento del precedente 30K: lo sterrato con cui S. cura la sua autostima rallenta e stanca. L'accompagnamento degli schioppi inizia a infastidire. Rientro con scarpette fradicie causa erba alta, a tratti molto alta, spesso pericolosamente alta, lungo la seriola. Rientro anche con le stimmate ai capezzoli: ricordarsi di cercare rimedio.

Intanto, preparo la tabella ("come intanto?", beh ho i miei tempi ...), un mix fra quella blanda di RunnerMan e quella piú tosta dei FoDiPe.

E, sulla scia di Nicola, mi rilasso in cucina: Quiche di Fine Estate, Salsa di Datterini dell'Orto, Riso e Fagioli. Promessa Torta di Rose, i bambini se l'aspettano.

domenica 19 settembre 2010

Scorrimella e vari episodi salienti


Premessa: la Scorrimella é una corsa che segue il corso del fiume Mella da Gardone V.T. a Collebeato, praticamente una corsa in discesa di quasi 18K con 155m di dislivello negativo e parecchi cambi di direzione che servono a frenare la foga dei corridori. Abbastanza bucolica, ma senza esagerare.

La cosa piú bella era quando ci si trovava la sera, io chiedevo "domani si va?", e mi bastava un cenno del capo, una parola non pronunciata che la mattina dopo alle 5 ero da te col mio motorino e ti trovavo nel garage che caricavi lo zaino. E si partiva.

Al solito parto nelle retrovie, ma almeno evito la ressa e le spinte che hanno lasciato i segni sulle ginocchia e sui gomiti di quanti si sono poi trovati per terra.

Quando mi chiedevi di accompagnarti in un viaggio, io seduto su quella poltroncina a 2 metri da terra, non vedevo l'ora che poi ci si fermasse in dogana, e si tirava fuori la palla e c'era sempre qualche altro camionista che vantava, a parole, passati gloriosi ed io ero il piccoletto che correva dietro a tutti e non la prendeva mai, ma allora andava bene anche cosí.

Al km 4 smetto di inseguire, trovo un buon riferimento e lo tengo fino alla fine, cercando di non approfittare troppo dello strappo. Al km 10 segno un 36:32, che é tempo di aggiornare il PB.

Poi é vero che non sei voluto venire al matrimonio, testardo di uno, ma non te ne ho voluto, o almeno ci ho provato.

Il trenino recupera posizioni e al 17.mo siamo in 5-6 a poca distanza l'uno dall'altro. Appena vedo il cartello 17 allungo il passo e saluto. Arrivo nel parco in 1.04.44 (3.41/km), 36.mo su 515 (5/102 di categoria).

Ho poi ritrovato quel regalo che mi avevi fatto con quella dedica che ora serbo nel cassetto dei ricordi. L'ho passato al mio piccolo, spero che nemmeno lui ci deluderá.

L'idea era poi quella di chiudere con altri 10K per fare un bel lungo ma alla fine non ne avevo piú voglia, polpacci duri e troppi pensieri. Rimedieremo in settimana, la strada per Flo é ancora lunga.

Avrei voluto fare di piú, non volevo farla proprio oggi quest'ultima passeggiata insieme.

martedì 14 settembre 2010

Ricomincio da tre ... nta!


La strada per Firenze é lastricata di maratonine e lunghe corse domenicali: ieri il primo 30K della mia nuova avventura, un'uscita mattutina tra le solite colline con un preludio tranquillo (un po' di timore per i dislivelli iniziali), un intermezzo piú deciso (tratto in piano), una pausa di ristoro ("bere, bere, bere" é il cosiglio del Capo), un post-pausa partito allegro ma sferzato dal vento contrario sul lago e un finale che voleva essere un adagio ma si é trasformato in una corsa molto vivace e eseguita con brio (compreso il gran finale a 4/km).

Anche questo, per fortuna, é l'effetto Badia!

PS: si, nel gran finale passo svolazzando vicino alla famigerata scuola, senza nemmeno accorgermi del fattaccio. Sará per quello che, inconsciamente, canticchiavo questa?

venerdì 10 settembre 2010

Squit squit

S., mio occasionale compagno di allenamenti in pausa pranzo, ha avuto un infortunio muscolare durante un allenamento a giugno e, da allora, pur avendo ritrovato la forma perduta, non ha più indossato un pettorale. Immagino abbia perso fiducia, lui che era abituato alle primissime piazze di categoria (MM50) ed ha dei personali, ottenuti anche negli ultimi anni, che al momento io mi scordo.

E credo che questo sia il motivo per cui S. si sia "abbassato" a correre con me: mi usa come cavia per verificare la ritrovata condizione!

Oggi mi ha portato a fare un giro attorno al fiume, in buona parte fuoripista, ad un ritmo apparentemente tranquillo (4.23/km) ma a conti fatti bello tirato, considerando i numerosi saliscendi.
Questo il succo della conversazione finale, dopo che mi inesorabilmente staccato nei 200 m secchi di salitella a lato della chiesa:
D.: "E meno male che non sei in forma ..."
S.: "Ma dai, sono andato via bene perchè sapevo che era breve"
D.: "Lo sapevo anche io ..."
(dopo una pausa di riflessione) S.: "Lo sai che secondo me non sono poi messo tanto male?"
Squit squit!!!

giovedì 9 settembre 2010

Animali vaganti

Volevo titolarlo, con poca fantasia, La solitudine dei numeri uno, dedicandola con pensierosa ammirazione ai mostruosi mezzofondisti dell'Atletica Lonato e al loro diverso modo di condurre vittoriosamente in porto le corsette in pista che, correndo con noi improvvisati master di provincia, sono destinati a dominare: il più anziano dei due non si cura degli avversari e tiene il suo ritmo per tutta la corsa, finendo con un distacco abissale dal secondo, mentre l'altro, l'MM40 che ritrovo nella mia stessa serie, resta in compagnia degli "avversari" che abbandona solo all'ultimo giro. Cosa fareste al loro posto?

Stamattina, l'illuminazione: mentre guido e sbircio quell'acquerello che è il cielo terso che sovrasta l'A4, il display segnala "animali vaganti" e mostra un bel cartello con l'immagine di un cervo. E penso, mentre il traffico rallenta in attesa dell'ungulato che nessuno mai vedrà, che bello sarebbe se davvero ci dovessimo fermare per un'invasione di cerbiatti, tutti fuori dai nostri cubicoli di lamiera a rincorrerli e poi via per i verdi prati che, come in un sogno, prendono il posto del cemento. Ma è solo un sogno, BB con la sua Lucille mi sta ipnotizzando e devo ancora smaltire la sbornia di iersera.
Parto veloce per i miei 1500, in mente solo il pensiero di fare polpette del 4.42 di giugno e, soprattutto del 4.41 di Nicola. La testa c'è, prendo un bel treno ma poi l'effetto Badia si fa sentire nelle gambe legnose: "3.10" mi urla qualcuno ai 1000, e capisco che non è serata. Tengo gli ultimi 2 del vagone davanti, riesco anche a seminarli nei 100 finali e chiudo 7.mo in 4.43, con un bel "ma vaffa". Se ne riparla nel 2011. Unica consolazione: dopo una serata di minacciosi lampeggiamenti, la tempesta si scatena solo nel preciso istante in cui appoggiamo il fondoschiena sul sedile: Santo Calvesi, beato subito!

domenica 5 settembre 2010

Aspettando le zucche

Stamattina si è corso il Trofeo Sale in Zucca, km 8.46 di strette stradine che si inerpicano sul ripido versante bresciano del Lago d'Iseo. Bei panorami, ma, al solito, si andava troppo veloci per apprezzarli ;)

Dislivello contenuto ma salite selettive, sterrato qua e là: la Badia era un'altra cosa, ma penso sia tornata utile. Ad ogni modo, mi manca già.

Lunga discesa finale che corro come non ho fatto mai: ginocchia provate.
Chiudo 7.mo su 126 in 34.51 (4.07/km), 3.o di categoria (su 31).
Bello stare nei primi 10, soprattutto perchè partito senza troppe ambizioni (e arrivato al pelo a 20 minuti dalla partenza).
Da segnalare:
  1. Per un paio di km sono stato assieme al grande, grandissimo, irraggiungibile Testa, reduce da un'annata difficile, che poi ho abbandonato al sesto, quando siamo saliti alla massima quota di giornata. Signor Mostro, è stato un onore stare al Suo fianco!
  2. Osservato con dispiacere un paio di concorrenti far man bassa di panini al ristoro finale: di una, che poi si è pure portata a casa il cesto di prima di categoria, abbiamo contato quasi una decina di panini catturati a due a due e poi portati in cassaforte. Che dire ... buon appetito!
PS: domenica prossima arrivano le zucche vere. Per chi è interessato, la locandina sta qui.

E stasera si festeggia con gnocchi di zucca e bianco dell'Elba! Prosit ...


giovedì 2 settembre 2010

Garmin Forerunner 110 - La recensione che mancava

(non per spocchia, ma su Google non ne ho trovate altre ...)
(Fonte: /www.dontmisscheapprice.com)

Pros:
  • Prezzo: 145€ da Koala Sport (per corrispondenza, zero spese spedizione, arrivato in un attimo).
  • Dimensioni: lo indosso come un orologio da tutti i giorni e nessuno si é ancora lamentato del pataccone che mi porto dietro.
  • Console a bottoni: non ha la ghiera sensibile del 405, che a volte crea qualche problema di troppo. Io la preferisco cosí.
  • Semplicitá: premi e vai, anche troppo semplice. I dati (pochini) sono tutti sul display.
Cons:
  • Gestione dei dati:
    • Garmin Connect: al momento é il solo strumento col quale si possono scaricare i dati. E' possibile esportare i dati ed importarli altrove, ma mi pare un tantino macchinoso (dopotutto siamo qui per correre non a perder tempo per capire come l'abbiamo fatto!). Se non temete che i vostri dati possano venire smarriti per sempre, dategli fiducia. 
    • Sport Tracks 3: permette di importare a mano i file in formato .fit, usando il Garmin come un dispositivo di memoria. Free in versione Trial (senza limiti di tempo, pare), oppure Full dietro versamento di 35 dollarucci. Fate vobis.
  • Visualizzazione dati: mi sta bene che non ci sia il passo istantaneo, che non e' comunque attendibile, quello medio sul giro va benissimo, peró non viene mostrata la distanza del giro ma solo quella totale. Se state facendo delle ripetute, dovete farvi due calcoli a mente per verificare quanto avete corso finora. Ad ogni modo, appena si chude il giro mostra la durata, la lunghezza e il passo medio.
  • Altre funzionalitá perse per strada: allenamenti personalizzati (usati pochissimo, col 405), partner virtuale (mai usato!), personalizzazione dei campi visualizzati, definizione di allarmi, etc etc (seguite la lista dei no sulla scheda tecnica).
Qualche dubbio su:
  • Batteria: ho la sensazione che non valga, in durata, quella del 405 della mia bella, ad ogni modo le 6 ore le ha sempre tenute anche in montagna, durante i nostri trekking da genitori cattivi.
  • Agganciamento satellite: in un paio di occasioni ci ha messo piú del dovuto, anche in condizioni di cielo sereno, ma talvolta capita anche col 405.
  • Robustezza: il cinturino pare un po' delicato, ci sono piú fori che plastica. Speriamo bene.
Consigliato: beh, tutto sommato direi di si, soprattutto per il prezzo. Io lo uso a fondo: non frequento le piste e quindi mi mancano i riferimenti per capire cosa sto facendo. Per ora sono contento, o meglio mi accontento: speriamo che il Garmin Connect non mi tradisca.

martedì 31 agosto 2010

Lassù sulle montagne

Che dire? una vacanza bellissima che ancora mi dura dentro, speriamo rimanga a lungo.
Meno camminate del solito (colpa del maltempo), meno corse (colpa mia che mi sono distorto la caviglia, ci casco sempre), ma un pieno di sensazioni buone che verranno utili per sopportare il trantran quotidiano.

Un minipost per ricordare la Mezza sotto il Putia che mi sono inventato una mattina poco prima dell'alba: oltre 1000 metri di dislivello e quasi 21K di "corsa". Troppo caldo il sole del mattino sulla schiena, l'alba che sbatte contro la roccia delle Odle, le marmotte che fischiano, il Genova avvolto nella nebbia e poi la discesa ai piedi del Sasso di Putia, un simbolo di solida bellezza che si erge fra i verdi pascoli della Badia più sincera. E io che scendo a braccia aperte, saluto le mucche, mi faccio un cicchetto d'acqua fresca e rientro a tutta. E mi salta la caviglia, ma fa parte del gioco.

E durante la corsa canticchio questa, che altro?


venerdì 13 agosto 2010

Doppietta e fuga

Nubi grigie si strizzano perfide sulle nostre teste per quasi tutta la giornata di ieri: nelle breve pause fra un quasi e l'altro ne approfitto per una bella doppietta con cui chiudere prima delle 2 settimane sui monti.

In pausa pranzo si va al Parco, ma non sfioro nemmeno il monumento di Mauthausen: me ne resto dove il sentiero è asfaltato per non peggiorare la situazione. In una solitudine da sogno, disegno un percorso ad 8 da 4K, che idealmente vorrei fare 3 volte in progressione, ma mi viene esattamente il contrario: 4.02, 4.05 e 4.19 i ritmi finali.

In serata, accompagno la bella, che fa qualche storia e mi vorrebbe lasciare a casa fra i fornelli, ma poi si diverte, almeno nei 6K dell'andata chiusi a 5.13 ("che andare" fa Lei). Il ritorno è sofferenza per entrambi: Lei non riesce ad alzare le gambe, io fatico a tenere il non-ritmo. Chiudiamo comunque a 6.03 senza noie particolari.
Poco dopo, ricomincia il diluvio.

In cassaforte, 25.5K a 4.51/km (ma posso fare di meglio).

Da sabato siamo in Valle, forse riusciremo a scrivere delle nostre gite: lo scorso anno furono 120 i km somministrati ai nostri piccoli eroi, quest'anno il meteo non sembra essere tanto indulgente, vedremo di usare al meglio il bel tempo a disposizione.

martedì 10 agosto 2010

Come le mucche

Siamo ancora senza eredi, abbandonati fra le braccia sempre disponibili dei nonni, quindi si riprova il giro sul Bronzone, stavolta di corsa. Vogliamo godercelo, stasera, quindi optiamo per la via panoramica con vista lago per il primo tratto di corsa. E sbagliamo.
Sin dai primi tornanti, fastidiosi insetti svolazzano attorno a noi, tentando la presa, poi arrivati nel prato di Pompiano lo sciame aumenta a dismisura: la bella rischia la crisi di nervi, io ho il mio daffare a tenere lontano i miei, non ce la faccio a indossare le vesti del cavaliere. Non stavolta.
A fatica saliamo oltre, nella speranza che, avanzando la sera, i tafanacci se ne rientrino in tana. E cosí sembra essere, ma, non appena la strada si riaffaccia sul prato, le bestiacce riprendono ad attaccare: e noi, come i suddetti ruminanti dotati di coda, agitiamo davanti e dietro di noi rami fronzuti strappati al bosco. Da ridere, da piangere. E scendiamo, coda fra le gambe e ramacci per le mani.
Che serata di M.

PS: e mi scappava pure la PP, non oso pensare a cosa mi sarebbe successo ...

lunedì 9 agosto 2010

Fratricidio

Si corre sul Blum, modesto, verde colle sopra Clusone, con bella vista sull'ormai troppo urbanizzata vallata della Presolana (maledetti turisti, benedetti turisti ...), e possibilitá di vagheggiare con lo sguardo sulle ben piú ambite cime Orobiche.
Organizzano gli Alpini, ma non é una corsa banale né tantomeno casalinga: i top runners locali sono in prima fila, la Recastello al gran completo e qualche altra faccia nota; la partenza é dalla gabbia, all'ingresso si fa la spunta e chi la salta si prende 2 ore di penalitá. La maggior parte dei 500 partecipanti dichiarati é composta da famigliole in gita o amatori locali che provano a corricchiare almeno parte del difficile percorso, ma il clima é decisamente festoso e, grazie alla giornata frizzantina ne viene fuori un bello spettacolo. Da fare.
Io parto nelle prime file con la bella poco dietro e, novitá del giorno, il fratellino-fratellone di fianco a me: lui gioca in casa, questi sentieri li macina tutti i giorni e io parto con l'obiettivo di non accumulare troppo ritardo all'arrivo.
Sparano ed é un rincorrere le lepri superando bambini scalpitanti e corridori armati di appuntiti bastoncini. Il fratellino mi scappa via subito, lo riprendo boccheggiando solo al primo ristoro, dove avevo appena finito di inghiottire un moscerino locale, poi lo passo titubante al primo spianarsi del sentiero. Siamo in pieno bosco e tengo una cinquantina di metri di vantaggio. Ogni tanto mi volto a controllare: mi aspetto che da un momento all'altro mi passi in scioltezza, invece, quando mi metto a camminare perché il muro é troppo ripido, vedo che anche lui é in difficoltá. 
Al secondo ristoro sembra spianare un poco ma é un'illusione che dura un paio di curve: il chilometro finale lo si fa tutti camminando, finché non si arriva nel prato che delimita il crinale dell'arrivo. Sprinto con un corridore bastoncinato ma ho le gambe di legno: mi consolano solo i 15 secondi sul fratellino, una posizione che immagino nei primi 20 e un tempo attorno ai 30' per 4200 m con 600 di dislivello.

Insieme aspettiamo la bella, faccio due parole con Marco (compagno di podio azzurro in Spagna) e un paio di sparuti colleghi di squadra, poi si scende per la stessa strada, stavolta zaino in spalla. E incontriamo ancora un centinaio di persone che affrontano la salita, unico obiettivo arrivare prima che gli alpini chiudano le cucine. Da ricordare, un paio di bambini con le odiose vuvuzelas e il tavolino del secondo ristoro, ancora attivo, che serve panini con formaggio o, per le golosastre, alla nutella.
La discesa, con tranquillo passo di corsa, permette di gustare ancor meglio i sapori e la freschezza del bosco: un buon viatico per quello che ci attenderá a partire da sabato prossimo in Val Badia.

Infine, un pensiero: e se avesse ragione il fratellino, che dice che coi miei 178 cm x 60-62 kg dovrei correre sui monti? Ci penseró, ma non troppo.


sabato 7 agosto 2010

Piramide mal riuscita

Siamo a una settimana dalle vacanze in montagna, quelle vere, e si va di riassunti che tanto c'è poco da dire:
  1. LU, corsetta nelle vigne con la bella: 4.7 km a 5.38/km
  2. MA, uscita attorno al monte con visita al lago, scavalcamento del fiume e rientro per la seriola, insomma di tutto un po' per 24.66 km a 4.31. Una pazza idea sta nascendo in me ...
  3. ME, riposo
  4. GIO, piove
  5. VE, doppietta. Mattina con la bella, 6.7 km a 5.30 (ma si era a 5.20 fino al rientro in paese, dove qualcuno si è dovuto fermare a sbirciare i sandaletti da una vetrina ...). In pausa pranzo, tentativo di ripetute a piramide 500-2000-500 con scatti di 500, ma fa caldo e forse il giro mattutino per negozi mi ha stancato e poi ho mal di scarpe (*), insomma la piramide perde la punta e la discesa si fa sui gradoni:
  • 500 a 3.28
  • 1000 a 3.25
  • 1500 a 3.30
  • 1860 a 3.38
  • 500 a 3.23
  • 500 a 3.16, per un totale di quasi 6 km a 3.30/km di media.

(*) Direi, da profano assoluto, un principio di infiammazione al tendine achilleo dovuto ad eccessiva usura delle mie A3. Stamattina si va dall'Ago a fare acquisti.

martedì 3 agosto 2010

3K con PB

Con colpevole ritardo, arriva il risultato della 3K di settimana scorsa: 10:04.70
Ottimo tempo, considerando lo stato di salute di quel giorno (che, tra l'altro, era perfetto per il clima fresco della serata: mannaggia che occasione persa!), ottenuto senza strafare, ché le gambe legnose non me l'avrebbero concesso.
Obiettivo under ten rimandato al 2011, a meno che non trovi un altro meeting in pista dove tentare la sorte.
Au revoir!

lunedì 2 agosto 2010

Scarico

Solo 3k dopo la domenica di Adrara:
  1. LU: meritato riposo
  2. MA: mal di ossa dappertutto, che sia influenza? niente febbre, comunque resto a casa a letto (e tutti a dirmi che "ho dato troppo")
  3. ME: sto meglio e allora di sera me la rischio in pista sui 3k (risultati ancora non pubblicati, ma dev'essere intorno a 10:05)
  4. GIO: piove a dirotto in pausa pranzo, salto
  5. VE: poca voglia, salto
  6. SA-DO: ce ne andiamo a dormire qui coi nostri piccoli campioncini. 12+17 km di saliscendi ed emozioni fra quelle che chiamano le Dolomiti delle Orobie, e ci sarà il suo perché. E poi, un pensierino alla staffetta del 5 settembre (seguirà manifesto): se trovo un volontario per la prima frazione io ci sono per l'altra.
Tutto procede secondo i sani ritmi della Natura: corro perchè mi diverto, e quando serve dico no senza rimpanti.


mercoledì 28 luglio 2010

Ma allora esistiamo ...

Si accende la TV per caso, iersera, non capitava da qualche giorno o fors'anche settimana: dopo una mattinata con strani dolorini alle ossa tipo influenza ("hai dato troppo domenica scorsa" la diagnosi piú ricorrente), meritiamo una pausa divano. E becchiamo, sempre per puro caso, la corsa del Meucci e del Lalli, facce note a noi lettori di Runner's e Correre. Per scoprire che, per fortuna, non esistono solo i Master, anche se a guardarsi in giro si fa fatica a crederlo.


Una bella emozione, no? Non solo un popolo di calciatori scoppiati, insomma, forse c'é anche dell'altro. Bravo bravissimo!


http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Atletica/27-07-2010/meucci-firma-impresa-71592819196.shtml


PS: stasera in pista per i 3k, ma temo decisamente over ten dopo la batosta di ieri ...

lunedì 26 luglio 2010

Adrara un anno dopo

In sintesi, i risultati (solo di categoria) della classica corsa in montagna con arrivo ai Colli di S. Fermo, vista lago e bella brezza rinfrescante:
  • 19 luglio 2009: 37.mo su 84, in 1:03:37
  • 25 luglio 2010: terzo su 38, in 59:08
Giornata soleggiata ma ventilata, senza la cappa d'afa dello scorso anno. La partecipazione è buona per il periodo, più consono alle vacanze che alle sudate: non è la ressa dello scorso anno, quando in palio c'era il campionato nazionale a squadre, ma la concorrenza è pur sempre agguerrita.

Con l'obiettivo di avvicinarmi all'ora, indosso le vecchie A2 dello scorso anno, senza più ammortizzamento ma pur sempre integre, favorendo la leggerezza alla stabilità. Parto tranquillo e ingrano nel primo, ripido tratto asfaltato e, ancor di più, nel lungo, stretto canale che porta al primo scollinamento: quando passo, non senza timore, i 2 mostri sacri del mio team lo faccio con l'incoscienza di chi sa di bluffare, e col rispetto e l'ammirazione sincera che provo verso di loro (una giornata storta, immagino). Con sorpresa, mi rimarranno indietro entrambi, così come la grande pantera Marco, campione umile.

Davanti a me vedo un bel gruppetto che sgambetta veloce, la distanza fra di noi rimane sempre fra i 10 e i 20 m: passo corto e rapido nei tratti ripidi, lungo e spinto in quelli che spianano, i primi 7 km scorrono veloci e, senza mai voltarmi indietro, provo solo una grande voglia di centrare il mio obiettivo.
E' questo che mi porta a mollare le gambe nel primo tratto di discesa nel bosco, correndo qualche rischio per via del continuo zigzagare del sentierino: è una delle rare occasioni in cui effettuo dei sorpassi in discesa; un ragazzo del BSM si fa addirittura da parte e mi cede il passo, grazie!
Mi ricongiungo al gruppetto quando inizia l'ultima ascesa, e qui devo camminare qualche metro perchè davanti bloccano il passaggio. Si arriva allo scollinamento ed affronto l'ultima discesa con maggior prudenza, ma il resto del gruppo rimane alla portata: uno dopo l'altro li passo tutti e quattro nell'ultimo km e mezzo, con l'ultimo chiuso in trance in 4.09 (ma sulla segnaletica "nostrana" qualche dubbio rimane). Alzo le braccia al cielo, quando taglio il traguardo dopo un bello sprint, bene bravo bis!

E, col quinto posto della mia bella, portiamo a casa pasta e vino (da farci il sugo) e un sacco di altre cose che occupiamo da soli quattro posti sullo scuolabus che ci riporta alla base.

venerdì 23 luglio 2010

Occhio ragazzo

Un avvertimento al bel tomo che ieri pomeriggio pedinava la mia bella sulla sua rumorosa motoretta, mentre lei sgambettava felice e sudata fra le vigne dietro casa: stai facendo lo scemo con la persona sbagliata. Evita di mostrare il didietro, è una moda passata e forse non hai nemmeno il fisico giusto per farlo, ripensaci.


Occhio ragazzo.

mercoledì 21 luglio 2010

Dolce la vendetta

Risalgo sul monte dopo una settimana di iodio e dimentico sia la recente disfatta (35' e passa) che la precedente gioia (33'12"). Salgo in 32'30" e rientro a casa in 58'14", inclusi 2'45" di pausa sulla vetta. Raramente ero rientrato in meno di un'ora, ma stamattina c'era lo spirito giusto anche per allungare il passo in discesa.
Incontri per strada: bel culetto a pon-pon di leprotto e pelle di rettile (vipera?)

martedì 20 luglio 2010

Cinque su sette all'Elba

Una settimana al mare per far felici i pargoli, ospiti paganti di Riccardo e Stefania con quasi vista sul mare e a due passi reali dalla spiaggia di Straccoligno e, soprattutto, dalle piú vivibili spiaggette di Ferrato e Cala Nova - Fine dello spot.
Ma non siamo sull'isola per la tintarella, e nuotare dopo un po' mi stanca: i piccoli se la giocano da soli ormai, non mi resta che andare a correre portandomi sulle spalle la gloriosa canotta azzurra ricordo dei giorni spagnoli. 5 mattine su sette, 68 km totali, sempre partendo dal livello del mare per salire verso il centro di Capoliveri e poi inventandomela via via. Goduria, ma solo per mattinieri.

Giorno 11-Euforia e smarrimento: esplorazione verso Forte Focardo, poi via verso Naregno lungo il sentierino che costeggia il mare. E qui mi perdo: cerco la strada che costeggiando porta verso il golfo di P. Azzurro e invece mi ritrovo quasi in cima a Capoliveri. Allora riscendo, dopo un km di salita tosta, e ritrovo la retta via. Infine risalgo deciso verso il paese di Capoliveri (1.7 km di salita a 4.29/km) e imbocco nuovamente la strada sbagliata ... scendo al Santuario della Madonna delle Grazie, realizzo la caxxata e risalgo per l'erta strada principale fino al paese e poi giú a casa. 14 km faticosi.

Giorno 12-Sterrato vista mare: rotta verso Cala Nova, con il sole che mi albeggia negli occhi, poi si prosegue lungo lo sterrato in leggera salita fino a Villa Ripalte, centro del villaggio Costa dei Gabbiani: mooolto chic, ma indubbiamente rispettoso del contesto. Unici incontri, un leprotto e 3 bei cinghialetti coi relativi genitori. Un breve riposo, un'occhiata al panorama selvaggio dell'entroterra, poi si rientra spingendo per 5 km a 3.45 (in discesa, ma col fattore sterrato). Altri 14 km, alla fine. Goduria.

Giorno 13-Lavoricchio: spezzo i 3 km di salita al paese in 6 ripetute da 500. La pendenza é variabile, si prende quel che c'é. Tempi accettabili, la fatica si sente meno in questo contesto.
Ridiscendo per Naregno e per Forte Focardo. Altri 9 km in cassaforte.

Giorno 14-Happy hour: giornata al Centro dei Gabbiani, presso la bella spiaggia del Remaiolo (l'ultimo tratto é chiuso da una catena, ma si va in reception e, in cambio di una misera carta d'identitá, danno il telecomando per passare oltre). Bella giornata di immersioni e cielo azzurro e sole (troppo) caldo. Alle 18 e rotti rientro partendo dalla Villa Ripalte facendomi 9 km di sterrato polveroso e i rimanenti 3 km verso casa. Il caldo mi prosciuga ma alla fine ne valeva la pena.

Giorno 16-Ricompongo il puzzle: rimetto insieme le caselle dei giorni scorsi e mi faccio il giro del promontorio, salendo dritto al paese per poi scendere verso Villa Ripalte e rientrare a casa lungo la costa via Cala Nova. 19 km di lecce, sughere, mirto, polvere e voglia di rifarlo all'infinito. Ma sono stanco morto.