
Il bello della gita é dar voce al verbo andare, non tenere le chiappe a terra e le mandibole in movimento.
Saliamo tranquilli per la direttissima in modalitá bambini, esplorando gli stagnetti alla ricerca di girini e verificando le rispettive conoscenze botaniche, il tutto mentre la salita si fa via via piú irta. Alla forcella, incrociamo altri viandanti che, insospettiti dalla maglia che indosso si fanno sotto con discorsi a noi cari: anche loro runner, anche loro alla corsa di ieri, si dichiarano easy runners e guardano con distacco il peso del dovere che grava sui membri del nostro team. Li capisco.

Come si fa a resistere?
In discesa, prendiamo la strada meno ripida ma molto piú lunga: casualmente, segue il percorso dell'omino giallo. Non deve essere facile correre sul ciottolato, ma il tratto nel bosco é da sogno.
Gran finale con piedi a mollo nella larga, fresca fontana di Cusato: il dolore al dito, acutizzato dalla rigida pedula, é come sparito. Santa fontana!
Fine giornata al Parco delle Piramidi: gelato, calcetto, sabbiature e infine giro finale attorno ai giganti d'argilla (altri 2K con buon dislivello regalati alle mie gambette da questi due super bambini).
1 commento:
Quindi ti corri questa.
Mi sembra una buona scelta, ho visto cose peggiori; poi la discesa è meno ripida.
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