Pagine

venerdì 16 dicembre 2011

L'otto sott'acqua

Quasi placata la nausea agonistica mentre torna qualche sospetto sullo stato di salute. Peccato, perché intanto si continuerebbe ad andare abbastanza forte.

Domenica la ripresa, con la Bella lungo le cartoline della S/L. Un ciclista in vena di complimenti mi conferma che "guarda quello che andare!": sono in cima al lungo tratto in leggera salita, vero, ma ho lasciato la Bella solo da un chilometrino. Confidavo nella loro gratuita adulazione per riaccendere i fuochi.

Preso da non so quale idea, mercoledí mi dedico al gioco dell'otto: per mille, sotto una bella pioggerella.
Tempi buoni, corsa facile (spero che l'espressione non abbia il copyright), falcata corta e rapida, aiutata dal pantalone lungo, attillatissimo e molto elastico(*). Che sia il caso di chiedere a Santa un ricambio?
Il primo in 3.30. Il peggiore in 3.33, per via di un maldestro spegnimento finale. L'ultimo in 3.23, con curva a gomito agli 800 e possibile frontale con mezzo pesante carico di torba evitato con un balzo in pozzanghera. Altro che cross.

Le vigne sono spoglie. Come direbbe il poeta, il treno passa ma non fa piú fermate neanche per pisciare. Ce la portiamo a casa.

(*) Sará un caso, certo, ma ho la sensazione che quando devo attraversare, le auto che si fermano sono quasi sempre guidate da donne. Il fascino dell'abbigliamento tecnico.

Nessun commento: