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martedì 10 agosto 2010

Come le mucche

Siamo ancora senza eredi, abbandonati fra le braccia sempre disponibili dei nonni, quindi si riprova il giro sul Bronzone, stavolta di corsa. Vogliamo godercelo, stasera, quindi optiamo per la via panoramica con vista lago per il primo tratto di corsa. E sbagliamo.
Sin dai primi tornanti, fastidiosi insetti svolazzano attorno a noi, tentando la presa, poi arrivati nel prato di Pompiano lo sciame aumenta a dismisura: la bella rischia la crisi di nervi, io ho il mio daffare a tenere lontano i miei, non ce la faccio a indossare le vesti del cavaliere. Non stavolta.
A fatica saliamo oltre, nella speranza che, avanzando la sera, i tafanacci se ne rientrino in tana. E cosí sembra essere, ma, non appena la strada si riaffaccia sul prato, le bestiacce riprendono ad attaccare: e noi, come i suddetti ruminanti dotati di coda, agitiamo davanti e dietro di noi rami fronzuti strappati al bosco. Da ridere, da piangere. E scendiamo, coda fra le gambe e ramacci per le mani.
Che serata di M.

PS: e mi scappava pure la PP, non oso pensare a cosa mi sarebbe successo ...

1 commento:

nicolap ha detto...

Se li hai pure taggati, i tafani, significa che ti aspettano nuovi incontri...
Comunque hanno l'abitudine di infestare soprattutto i posti belli, sti merdoni. Tutta la Val Sesia e laterali, tra le più belle delle alpi, ne sono appestate.