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mercoledì 15 aprile 2015

E-venti

Non saprei che altro dire.

Sotto i 79 per la Befana, e per Daniele (l'altro):
Dalmine, 6/1/15: 32.mo/865 (2/159), 1:18:52

Una giornata troppo perfetta per rovinarla con il tempone:
Treviglio, 22/2/15: 75.mo/846 (11/145), 1:20:35

L'anniversario con Nic, la prima volta oltre le colonne dell'Expo:
Vigevano, 15/3/15: 29.mo/1361 (3/294), 1:20:41

E venti, appunto:
Cellatica, 12/4/15: 25.mo/520 (1/90), 1:20:00,45


martedì 21 ottobre 2014

Lost in the fog

Mi spiace che non sia pb, cmq 3.45 di media alla tua età è tanta roba!!!

Nebbia sul Torrazzo, il Torrone nel pacco gara, nessuna traccia dell'altra T.
A Cremona per una gita solitaria, senza punti di riferimento in gara, una corsa fra l'inattesa nebbia padana e la terribile afa di questa fine estate senza fine.
Capisco subito che non è giornata, ma chissene: per quest'anno sono decisamente a posto, nonostante l'età. Parto di buona lena nella prima metà, quella più veloce a detta di tutti, ma non scendo sotto i 3.40 pur mulinando le gambette nel nuovo stile "passo svelto, falcata contenuta, piede che non scalcia".
Serve a poco. Dal 12 è un calo continuo, vuoi per l'afa vuoi perché "tanto dove vuoi andare?". Non è che nemmeno gli altri brillino, stamattina, ma mi passano comunque che è un piacere.

Fradicio e grondante detersivo dai pantaloncini, attraverso l'ennesimo gonfiabile nella spettacolare e affollata piazza del Duomo. E se la piantassimo qui?






martedì 7 ottobre 2014

Era tutta in discesa

Anche per la FIDAL sarà sempre una Maratonina B, non è il caso di autocelebrarsi: son capaci tutti, quando il dislivello è tanto favorevole. Quasi tutti, dai.

Conta, come sempre, arrivare in piedi e godersela per quel che si può.
Un pizzico di impegno e di applicazione, un certo auto controllo per non andare fuori giri.
Un paio di lepri a un centinaio di metri, senza ansia di rincorrerle. E lasciale scappare nel finale: vedi sopra al punto uno.

Conosci i tuoi limiti e rispettali. Le priorità son ben altre, e contentati senza troppe menate.

E comunque, i lungofiume a me mi piacciono, e viceversa.

lunedì 14 aprile 2014

Under 79

Credo non capitasse da una ventina di mesi. Bentornato 78.

Quando il post non vien da sé, inutile insistere. Ma giusto ricordare che, alla mezza di Cellatica, non una delle mie preferite ma una delle più spesso corse, siamo tornati sotto i 79.
Sette piccoli secondi che riaccendono qualche fiammella, nonostante una breve pausa fazzoletto dopo le classiche dieci miglia. Non è grave, c'è di peggio.

  • 29 marzo 2009: 67.mo su 278 (MM40: 18/69), in 1h27:12
  • 28 marzo 2010: 26.mo su 359 (MM40: 7/71), in 1h22:09
  • 6 marzo 2011: 30.mo su 389 (MM40: 5/71), in 1h18:50
  • 14 aprile 2013: 50.mo su 550 (MM40: 13/92), in 1.22.56
  • 13 aprile 2014: 32.mo su 625 (SM45: 5/112), in 1.18.53

lunedì 24 marzo 2014

Stramilanesizzato

Sapessi com'è strano, felici di una mezza a Milano.

Bastava partire più lenti, come sosteneva il Commissario Nic. Bastava crederci, quando sono rimasto solo dopo il decimo, ad affrontare i lunghi vialoni controvento. Rallentare il giusto, guardarsi attorno e godersi la corsa senza l'ansia del tempo che passa. E senza subire l'onta dei sorpassi di massa, segno che nemmeno dietro se la stavano spassando.

Non c'è molto altro, oggi è stato un bel giorno. Molto indietro rispetto ai bei giorni, ma comunque degno, finalmente.

E grazie a tutti gli amici incontrati per strada, sempre un piacere far due passi con voi.
Come il Commissario Cassani, un altro che viene dal ciclismo, che mi infila facile in volata all'ingresso dell'Arena.
"Potevi lasciarmela la volata, dai!" scherzo io
"Ah, ma pensavo che la volevi fare", infierisce lui
Scherzi del destino, ci pensa la burocrazia a ridarmi il posto che merito (due, in verità).


La classifica dei primi 100 uomini e delle prime 40 donne sarà stilata con il Official Time ... Tutte le altre classifiche saranno stilate in base al Real Time.

lunedì 17 febbraio 2014

Ognuno ha i suoi tempi

La mia piccola sta ancora sulla tazza, che è già ora del pulmino. Spicciati faccio io, prima di conoscere la Verità. Che è, ovviamente: "ognuno ha i suoi tempi".

A Verona ci provo, mi sento bene e non mi spiace la ressa dei seimila, e saluto questo e quello e vedo il Meucci e lo Yassine, e un sacco di ciapèt come non se ne vedono spesso da noi tapascioni.

L'amico rivale A. lo vedo solo alla partenza, lui prepara Milano ma sul serio, non ha ancora i lunghi nelle gambe, finge con falsa modestia. Mi darà quattro minuti anche oggi.
Il compagno di squadra S. lo inseguo dalla partenza e lo raggiungo verso il quinto, giusto il tempo di salutarlo ed accorgermi che i suoi tre e trentacinque sono troppo per me. Tre minuti e mezzo all'arrivo.
Il compaesano M., passo e calzature da montanaro, lo sorpasso facile nei primi quattromila, poi capita che al tredici mi stanco e recito la sceneggiata di quello che si ferma ad ammirare il plotone.

Ne passano a decine, mentre scaracchio su un kleenex, poi riprendo piano, giro attorno all'Adige maestoso, mi fermo a gustarmi un gatorade e mi faccio passare anche dai palloncini dell'oraeventi.
Quando mi raggiunge M., una fiammata di orgoglio mi fa rimettere al suo passo non certo irresistibile. Si resta in gruppo, un po' di carattere e un pizzico di vergogna e si attraversa l'Arena in ordine sparso.

Non so che altro dire.


mercoledì 29 maggio 2013

Corridore sono

Quando provo a fare l'Atleta, a prefissarmi un obiettivo, mi va buca. Non c'è niente da fare, sono solo un povero Corridore.

Poche righe sul Diario di bordo, perchè non se ne perda il ricordo. Maratona del Naviglio, aka La Mezza di Cernusco S/N, con premesse poco incoraggianti, ma ci vado lo stesso, che mi piace sbagliare di testa mia:

N. Cernusco lombardone e/o naviglio?
D. naviglio martesana
N. NON NE HO MAI SENTITO PARLARE TROPPO BENE
poi se c'è caldo è per intero sotto al sole
D. partenza ore 9
N. la martesana è bella per allenarsi
D. caldo ...
N. per gareggiare un po' meno


Giornata perfetta per sudare lungo il naviglio, il barba alle previsioni di Frate Indovino, ma c'è solo la testa e non le gambette, oggi. Duro convivere con gli imbianchini, un continuo spostare di cose per casa e, già che ci siamo, restauriamo il tavolo di cucina e pure le cadreghe. 

Arrivo a domenica con 2 corsette rubate ai doveri familiari, le birre dei Lagoni ancora in circolo, gambe dure, schiena a pezzi e ci sarebbe di che rimanersene nel letto. Invece, passo la mattinata a sgambettare sulla ciclabile, compreso quel bel tratto di sterrato zuppo zeppo di pozze, a inseguire la prima donna per poi essere da lei inseguito e infine, a meno 2, il crono dice che non è cosa e allora rallento e le cedo il passo.

A parte la botta all'anca all'ingresso in pista ("scalino, attenzione!"), tutto bene. Mi piace.


Sarebbe ingiusto mandare a quel paese quei quattro ciclisti spazientiti e irritati che non hanno rallentato al nostro passaggio. La ciclabile è di tutti, hanno ragione anche loro. Nel mio piccolo, posso solo sperare che il grosso del gruppo non li abbia scaraventati dove meritavano. La Martesana non ne dà notizia, per ora. 

mercoledì 17 aprile 2013

Raccolgo le idee (altrui)

Una mezza di sfogo ad una settimana dal flop. Torna la Primavera, finalmente e come sempre.
Foto by My Garden
Allora, cosa mi hai combinato domenica?
Quanto hai fatto, alla fine?
Eccolo qui, il Maratoneta!
Ma vai più piano, che hai appena fatto la M. domenica!
Vedo che hai ancora una corsa bella sciolta, nonostante la M.
Madrid? Non ci sono mai stata, ma ti consiglio di lasciare perdere.
Dedicati alla mezza, che su quella distanza vai forte.
Prendo nota di tutto, ascolto tutti senza dar retta a nessuno. Poi ci penso su.
Cellatica questa volta ci è piaciuta, miracoli primaverili. Al resto ci penseremo.
  • 29 marzo 2009: 67.mo su 278 (cat. 18/69), in 1h27:12 
  • 28 marzo 2010: 26.mo su 359 (7/71), in 1h22:09
  • 6 marzo 2011: 30.mo su 389 (5/71), in 1h18:50
  • 14 aprile 2013: 50.mo su 550 (cat. 13/92), in 1.22.56
Doverosa, amara riflessione in chiusura: sulla via del rientro, la Fiera era strapiena da vergognarsene.
32° Mostra Internazionale Armi Sportive, Security e Outdoor 

lunedì 25 febbraio 2013

Bocciatura ai Regionali

E, dopo Busto, eccoci a Treviglio, nota località delle basse Orobie che usa accogliermi a fioccate di neve in faccia. Belli grassi e agitati dal vento.


Anche qui ci sono in palio i titoli Regionali sulla distanza, e al solito ci capito per caso, che mi si creda o no. Una bella truppa di pazzoidi sfida il maltempo, entrambi come da previsione. 
La fioccata inizia da subito ma l'asfalto è solamente bagnato, quella pellicola d'acqua gelata che le suole raccolgono passo dopo passo e man mano riversano sulle cosce e sui ciapèt. L'ideale, insomma, per mantenere la falcata distesa ed elastica.

Per farla breve, un freddo maiale, e la barba non serve a molto, se non a tener lontane le ammiratrici.
Seguo da subito il gruppetto dei Runners BG, all'ottavo mi pare che si rallenti troppo e, invece di starmene al calduccio, mi metto ad inseguire le ombre che ci prededono. Ne prendo una, poi la seconda, poi il gelo mi fa mettere da parte ogni pensiero positivo: freddo, impegno e fatica aumentano, ma il ritmo cala. Inutile strapazzarsi se non puoi almeno avvicinare te stesso, l'importante a 'sto punto è solo arrivare e godersi la tormenta.
Mi fermo una volta, poi una seconda e una terza. Mi scaldo le braccia, faccio lo scemo con i volontari, osservo la marmaglia passarmi avanti con merito. I guanti sono fradici e le mani gelate: rimuovo le dita e le chiudo a pugno, con i guanti che ballano la rumba ad ogni balzo. Che spettacolo indecoroso.

La prima è andata, e peccato per quel chilometro lanciato corso sotto i 200", appena due giorni prima. Sono lampi di luce, poi si torna alla realtà. Che, da quanto si capisce, è la solita zuppa indigesta. Si torna a correre, ce ne sarà bisogno.

domenica 11 novembre 2012

Voleva fare il bellimBusto

Bioritmi del cacchio a parte, una corsa da dimenticare, a Busto.
Piove. In giro trovo non trovo nessuno, a parte il buon tapascione locale che mi saluta poco dopo il via, grazie!
Sono in gara fino al decimo, chiuso col giro in pista, poi all'uscita rallento, accosto e lascio passare. E uno.
Verso il 14.mo il bis. Avevo appena recuperato il gruppetto, dentro di me pensavo che stavamo andando un po' troppo piano e, dopo l'ennesima svolta, accosto e mi fermo. Stavolta ne lascio passare qualcuno in più. E due.
Al ristoro successivo mi fermo a bere, cose mai viste. Aspetto un atleta bergamasco che conosco di vista e riprendo con lui. "Non è giornata, vero?", "Capita". La Saggezza altrui.

Riparto piano e chiudo gli ultimi 6 in solitaria, con un paio di esaltati che mi passano allo sprint finale. Per fortuna, davanti al maledetto palloncino dell'ora e venti. Ci mancava solo quello.

No, oggi proprio non mi interessava d'esserci. Scusate. Rientro mesto e consumo le bottiglie in loco.

mercoledì 7 novembre 2012

Al minimo storico

Sarà un caso, ovvio che lo sia, ma sono fiacchissimo in questi giorni che volgono all'11, quando il bioritmo sarà al minimo per tutti e tre i cicli, un caso decisamente sfavorevole.
Eppure mangio, anche tre volte al dì, e non è da tutti i giorni.
Corro poco ma con fatica, neanche mi tirassi dietro una zavorra.
Il certificato l'ho passato, pure questo con la fatica nelle gambe.
Pensieri pochi, i soliti e non mi pesano più del solito.

Cose che capitano, alibi sempre a portata di mano. Poi vediamo se, anche quest'anno, faremo chiusura anticipata.

Fisico
Attenzione! Il vostro ciclo fisico oggi attraversa un giorno critico: cercate di evitare sforzi inutili, evitate per un giorno di fare sport e cercate di riguardarvi. Se non vi sentite in forma un'aspirina potrebbe rimettervi in sesto in attesa di giorni migliori.

Emotivo
Il vostro ciclo emotivo attraversa oggi un punto critico! Il vostro umore potrebbe risentirne, rendendovi irritabili e suscettibili anche per futili motivi. In campo sentimentale evitate di prendere decisioni: rimandate ai prossimi giorni, quando il vostro stato d'animo tornerà quello di sempre!

Intellettuale
Oggi il vostro ciclo Intellettivo attraversa un punto critico! I vostri ragionamenti mancheranno di lucidità e non riuscirete a trovare la soluzione a problemi che normalmente superate brillantemente. Non vi perdete d'animo: concedetevi un po' di riposo e soprattutto rilassatevi, magari ascoltando un po' di musica o guardando un bel film.

lunedì 15 ottobre 2012

Allora, come sei arrivato?

"Uno diciassette e rotti"
"Ma allora sei uno forte. No, perchè io c'ho un uno e quattordici, oggi non ero mica al massimo. E quanti anni c'hai?"
"... classe '69"
"Ah, cavoli!"

Matusalemme segna due pibi: sui simbolici 10K e sulla distanza ideale.
Una manciata di secondi, tutti imperlati di sudore.
Da scolpire nella pietra, rigorosamente morenica.

Cinque Castelli di Bedizzole (dislivello 200+):
  • 10 ottobre 2010: 1.19.20 (uff.), 54/540 (cat. 8/90)
  • 9 ottobre 2011: 1.19.15 (uff.), 39.mo/538 (cat. 9/86)
  • 14 ottobre 2012: 1.17.26 (r.t.), 28.mo/454 (cat. 4/69)





lunedì 1 ottobre 2012

Menu completo

Viaggio eno-podistico-gastronomico sopra e sotto l'argine del grande malato.

Antipasto: polenta e luccio in salsa
La skyline
La skyline di Mantova, per citare lo speaker, domina l'orizzonte mentre noialtri salterelliamo sul lungolago. Panorami affascinanti e ricordi dal gusto forte: un anno regalato alla Patria non poteva, a conti fatti, essere migliore. Si corre dietro ai ricordi, oggi. Tanta, tanta voglia di fare bene.

Bis di primi: tortelli di zucca e riso con polpa di pesce gatto, "Psin e Salterei"
La partecipazione non è numerosa ma piacevole. Qualche faccia nota, sfuggita alla concomitante corsa di Padenghe, altri conoscenti bergamaschi, per il resto mi faccio beatamente i fatti miei. Partenza tranquilla ma non troppo, con l'emozione che la fa da padrona, specie quando si attraversa il centro. Che buontempo!

Secondo: frittura di pesce di lago
I tortelli, prima
Mi unisco presto a un giovanotto locale che gioca a fare il tiramolla: scappa, lo riprendo e riscappa e si va avanti così fino all'uscita dai confini cittadini. C'è l'aperta campagna ad aspettarci, e il gioco diventa più complicato, per le gambe e per la testa. Teniamo botta e raccogliamo altri compagni di ventura lungo la via, finché non si inverte la rotta e si prende la strada del ritorno.

Dolce: crostata di fichi
Ci si dà volentieri il cambio, un cenno e via che si parte a riprendere quelli davanti. Il giochino funziona e spesso sono io, che mi voglio mettere alla prova, a star davanti. Ultimi rutti lambruscati verso il 15.mo, per il resto nessun problema.
www.podisti.net

Vino: lambrusco della casa
Sul finale restiamo in tre, il ragazzino dichiara di non avercene più e mi lascia davanti a spremermi per bene e, quando ho dato tutto, lui se ne va nel finale. Pazienza. Mollo il colpo senza rimpianti, l'obiettivo è raggiunto e forse l'autunno sarà tempo di raccolto.

21.mo in 1.19.38. Arrivati in 595 (cat. MM40: 104)

Cena qui, pranzo a venti metri di distanza ...

sabato 29 settembre 2012

Ma che bel mestiere

"Ma lei fa il giardiniere, che ha tutti gli attrezzi migliori dei nostri?". Magari.

Ma che bel mestiere, fare il giardiniere. Nessuno che ti scocci in chat, aria fresca a volontà, le mani che si riempiono di calli, il mal di schiena che ha finalmente una sua dignità. Due chiacchiere con gli altri bocia, sul cugino del tale che ha fatto la notte in fila per beccarsi uno dei 30 iphone 5, sulla moglie brasileira dell'altro tale, e cose così. La vita, più o meno, niente di più.

Certo, nessuna chiamata a sorpresa dalla chat, nessuna occhiata furtiva al blog del tizio e del tale, pochi contatti col mondo esterno. E poi, per bere si confida nella bontà del padrone di casa e, soprattutto, rimane il dubbio: ma per pisciare come si fa? Non vado oltre.
Il Dallara in attesa della fresatura

Il Dallara è inagibile, in attesa della fresatura e del nuovo manto erboso. Un altro susino o un albicocco, vediamo. E speriamo di non risentirne troppo domenica, c'è quel recente 85' che chiama vendetta. E poi, via di tortelli, col pensiero fisso al tempo che fu. Perchè quel bosco è figlio del mio sudore.

Primo intervento pro-terremotati. A seguire il prossimo.

lunedì 13 febbraio 2012

Lecco

Una gara al mese la promessa, nonostante il freddo: poca voglia di scrivere, era solo un allenamento. Primi 10 in gruppo, ultimi in solitaria, giusto per provare le prossime sensazioni padane. Meglio i primi, ma era anche il mio quinto giorno di fila, poco scarico insomma.
Percorso non sgradevole, a parte il tratto cittadino; auto dirottate altrove, e tutta la carreggiata occupata da due file di corridori. Curioso, avere sempre qualcuno che ti corre a fianco nella direzione opposta.

Niente di che, quindi, ordinaria amministrazione e abbondante antigelo, il tutto per i modici 30 euri dell'iscrizione in mattinata.

Due note a margine.
Uno, le docce veramente scadenti e scarseggianti. Addirittura, in versione unisex: per fortuna ci sono entrato tra i primi, senza aspettare invano al ristoro, con quelli forti che ieri hanno chiuso in 1.18 in tutta tranquillitá.
Due, Pontida é veramente orribile. Padroni a casa nostra dice la scritta verde pisello, ed é una visione raccapricciante.

venerdì 6 gennaio 2012

Venti e poi venti (e 22)

C'é un maledettissimo vento alla Mezza sul Brembo (MsB, per terra e sui cartelli), come da previsioni: freddo e senza tregua.

Le gambe sono un tantino provate dagli ultimi giorni, sono incerto sul da farsi finché lo sparo della bionda sindachessa (che, per dirla diabolicamente, "non avendo però esperienza da starter per sbaglio si è puntata la pistola sotto il mento prima di sparare") cancella ogni dubbio e parto allegramente.
Ma il terreno é ostile, il vento soffia contro, il panorama non aiuta molto e, per finire, qualche fitta al ventre mi consiglia di starmene tranquillo (e poi di registrare il PB dal taglio del traguardo all'ingresso nel WC). Gara scialba, insomma, si capisce da come uno affronta i cavalcavia, senza reattivitá e con la testa per terra, che non é giornata. Capita. E poi, standone ben lontano, ho potuto meglio ammirare l'elastica corsa del demonio.

Ottimissima l'organizzazione, dai ristori alla logistica fino alla impeccabile segnalazione del tracciato. Peccato che i paesini locali (*) non offrano grandi spunti panoramici (il Brembo sta molto al di sotto del nostro percorso, la denominazione corretta dovrebbe essere Mezza Molto sul Brembo): c'é di buono che, fra i continui zigzag offerti dal percorso, sono scarse le auto che cercano di imbucarsi, mentre la gente non risparmia applausi ed incitazioni. Buon segno.

A proposito di auto, mi scuso con il proprietario del mercedes grigio che, fermatosi davanti a me in un rondó vigilato, subiva un urto non-fortuito con il mio pugno all'altezza del bagagliaio. Me ne rammarico, la prossima volta cercheró di controllarmi (forse, 'sta cosa della lotta di classe inizia a pesare, sai ciccio?).

Dimenticavo: pare che si riprenda con la vecchia tradizione di farsi invitare a ritirare il premio di categoria sul gradino piú basso del podio (grazie al primo che era nei primi 10 e al mio famoso, diciamolo pure, culatello)


(*) La sera prima mi dicevano, quasi a suggerirmi di rinunciare alla corsa a favore di un bellissimo cross del C.P., che era il "paese piú brutto del mondo". Dissento: pur nella mancanza di attrazioni, ha una sua bellezza, con quei vialoni in stile real-socialista, i numerosi spazi verdi, gli ampi parcheggi e tutto quel che serve. Poche villette e zero vista lago, ma concreta. Vivibile é la parola giusta, credo. A parte questo, ovvio.

lunedì 28 novembre 2011

In conclusione

Padenghe sará una delle ultime dell'anno, promesso.

Io e la Bella arriviamo al Castello, come sempre, a due minuti dallo sparo: mettersi a rincorrere il migliaio di persone che mi stanno davanti é pura gioia per me, che abbuffata! Al secondo km ho giá fatto quasi tutto il lavoro di selezione e comincio il tiramolla tra un gruppetto e l'altro. Vedo davanti a me il settimo dell'Alpin Cup, che peró non riusciró ad agguantare. Passo la Maria Grazia (santa subito), un paio di compagni in crisi, quindi mi sfreccia di fianco Tito che poi si ferma col gruppetto davanti: sta facendo il trainer, scopro nel momento in cui li aggancio. Li lascio poco dopo, prima che attacchi il tassametro anche a me.

Dall'undecimo in poi pochi sorpassi, quindi mi compare davanti la Ricotta e sento aria di rivincita, dopo che mi ha abbandonato al 18.mo sia a Bedizzole che a Carpenedolo. La passo in discesa verso il 19, poi ne infilo altri 3 o 4, ma é un serpentone infinito quello che mi si para davanti.

Ottantesimo é il peggior piazzamento dell'anno, ma i 50 in prima pagina erano tutti sotto i 77 minuti, troppo per me ora, soprattutto su un percorso tanto ondulato. Contentissimo cosí, ho portato a casa la pellaccia anche stavolta, pur con pochi (e forse sciagurati, come i 4xmille del giorno prima) allenamenti. Ora l'orsetto va in letargo e poi pensiamo al da farsi.

  • 80.mo/1523 (Cat. 22/304)  in 1.19.33 (R.T.: 1.18.54)
Nessuna notizia di MaryStar.

martedì 15 novembre 2011

Alpin Cup

A due giorni dall'arrivo, esattamente nel primo giorno dell'anno zero d.S., ancora non mi par vero. E mi sento spossato e felice di aver dato tutto quello che potevo, finalmente.

Gara bella come sempre, piú affollata del solito ma sempre colma di buone sensazioni. Saranno questi alberi, che invano ossigenano la cittá malata, sará la lontananza dagli impegni militareschi del Team, oppure la presenza amichevole e stimolante dei miei cari e dei colleghi che corrono o tifano con noi. Sará.

La ressa negli spogliatoi mi fa arrivare nel parco a 5 minuti dallo sparo: il tempo di fare due allunghi, salutare la Bella e Cucciolone e sono dietro la linea del via, stavolta in quasi prima fila. Nel giro di 3km individuo il gruppetto che fa per me: i primissimi sono giá distanti, pochi ma imprendibili. Viaggio a scrocco per tutto il primo giro, mettendomi davanti nelle brevi salite dei cavalcavia. Passo Cucciolone, impegnato nel mini-giro da 4 e qualcosa mi dice che stavolta devo.


Nella prima metá del secondo giro il copione non cambia, ma il gruppetto si é ristretto a 3 soli corridori (e scopro solo a casa che entrambi hanno una decina d'anni meno di me). All'ultimo passaggio sul cavalcavia mi pare che il ritmo stia scemando, vedo il GPS che segna un 3'40" di media e, speranzoso, mi rimetto in testa. Ci resto fino alla fine, quando uno dei due mi passa allo sprint, ma che importa: il mio obiettivo non era la classifica ma il maledetto muro.
Scendo decisamente sotto il muro dei 78 con il mio 1.17.32 di realtime, euforico come se avessi vinto abbraccio amici e parenti e divido con loro gioia e sudore.

La consapevoleza cresce: su un percorso nervoso come questo, pieno di curve secche, di lunghi tratti di ghiaietto, di zig zag fra i non competitivi e gli altri frequentatori del parco, di 2 cavalcavia da affrontare 2 volte in ogni senso di marcia, difficile fare di meglio. Su un percorso diverso, invece ...

  • 14 Novembre 2010: arrivo 10/291 (Cat.: 3/58), tempo 1.21.08 (RT: 1.21.04)
  • 13 Novembre 2011: arrivo 6/535 (Cat.: 2/114), tempo 1.17.34 (RT: 1.17.32),


domenica 13 novembre 2011

Sesto a Sesto


Benvenuto nel Club del 77, finalmente e meritatamente. La Nuova Era inizia con buoni auspici. Saranno Lacrime e Sangue, sicuro, ma dobbiamo pur consolarci in qualche modo.

Nota a margine per il mio grande e-lettore: le iscrizioni erano comunque chiuse dal giorno prima, avresti potuto al massimo iscriverti alla Minimaratona di 4K per i bambini (per poi, emulo di Tito, intrufolarti nella gara vera). Alla prossima.

lunedì 31 ottobre 2011

Bottiglia mezza piena

Ovvero, la mia terza volta a Carpenedolo:
  • 9 Novembre 2008: 1:28:56, 180.mo/485 (Cat.: 39/75)
  • 7 Nov 2010: 1.18.31, 62.mo/882 (Cat. 12/159)
  • 30 Ottobre 2011: 1.18.12, 65.mo/816 (Cat. 11/151)
Una ventina di secondi rosicchiati al PB, ci sarebbe di che esserne felici, ma non é da me...

Foto da podisti,net

Parto inscatolato, come sempre: non troppo indietro ma, grazie ai soliti Top che si attardano nel riscaldamento, decisamente piú compresso e accaldato del solito.
Tempo millecinquecento metri ed ho adocchiato i due che a Bedizzole mi hanno staccato al 18.mo, vittima di crisi da svogliatezza. Stavolta mi metto al traino: 10'31" ai 3000, 17'43" ai 5000, 36'03" ai 10K, tutto secondo i piani poi, alla curva a gomito che immette nel centro di Montichiari, non cambio il passo e perdo il treno. Resto solo per un paio di Km, con il tarlo che comincia a rosicchiare, e mi lascio raggiungere dal gruppetto che sta portando la Ricotta al traguardo. Mi unisco a loro e continuo a sbirciare l'orologio, pessimo segno.

La colonna infame
Dopo il transito dell'ora (circa 16.4K, una proiezione sull'ora diciassette e rotti), mi rimetto in testa al gruppetto, con la prima delle donne che ansima alle mie spalle, ma dura poco.
Poco prima del 19.mo mi faccio bruscamente da parte e rallento, senza fermarmi. Il tarlo, silenziosamente, gioisce. Tra pensieri cupi tiro a campare fino all'arrivo, perdendo una trentina di secondi dal resto del gruppetto.

Questo 77 sta diventando un'ossessione.