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mercoledì 23 ottobre 2013

Nuvoloni di ieri

Tutto passa, tranqui.

Cose che capitano, se non rispetti le buone abitudini. Se non sgomiti tutte le domeniche con i compagni di merenda. Se non pratichi il rito delle ripetute lungo la ciclabile. Se non stacchi dal lavoro quando è giunta la sua ora. Se non ti rendi conto che la prossima è la MM45, non sei più quel ragazzino, neanche te.

Niente di grave, ma certe figure si potevano evitare. La Breno-Darfo, tanto per dire, un mese che è passata ma ancora brucia. Non si può partire a razzo, che tanto è in discesa, e poi aspettare quelli dietro perchè ti senti solo, poi fermarti un altro paio di volte ad allontanare i fantasmi, applaudire i compagni che volano verso il PB e chiudere in un insignificante 79 e 30.
E, peggio ancora, tre giorni dopo provare a spingere e sentire che è la rotula che invece spinge troppo e chiede un po' di stop. E poi, qualche sconforto di troppo, gare che saltano e prudenza a non finire. E il prossimo appuntamento è sempre quello successivo.

Voglio tornare abitudinario.


mercoledì 12 giugno 2013

Alla larga dalle cattive compagnie

Una settimana di stop forzato ma non troppo, un misto di lombalgia e indolenzimento del ciapét. Se non ci sono, me le cerco. Per le corse, ci sentiamo a settembre.

Il cucciolone ha finito la prima media, con la solita nonchalance. Potrebbe fare di più, far brillare tutta la pagella in doppia cifra, ma in fondo ci chiediamo tutti il perché. Va bene così, di gran lusso.

Preoccupano, piuttosto, le compagnie che un signorino timidino e compassato come lui pare cercare con tanta insistenza, evitando di proposito ogni elemento eccessivamente snob, e tutte le signorine senza distinzione. Un bel campionario di elementi poco raccomandabili, plurifidanzati, ingordi di salamelle, fanatici del pallone in tutte le sue forme e aspiranti dj. Come se la ride, lui, a stare con gli amici suoi.

E c'è pure il suo socio Matunéla, l'hanno bocciato giusto oggi, nel giorno in cui abbandona il nido in cerca del posto fisso. Alla sua Festa c'è la banda al gran completo, il filmino, i regali, il banchetto e la partitella finale, per dimenticare perché siam lì. Bambini speciali, questi comunitari, ognuno a modo suo. Non si capisce come, riescono anche a sorridere e godersi quel poco di buono che arriva fino a loro. Un destino crudele e bastardo, altro che lombalgia.

Appena siamo arrivati, il Matunéla ha realizzato che siete identici

mercoledì 7 settembre 2011

Specialista nel salto

Maggio saltato per ditocondria. Idem il resto dell'estate, salvo qualche rara eccezione.
Stasera salto il 3K in pista (obiettivo under 10 rimandato).
Poi salterò ancora, ché le fidal provinciali non sono adatte a stimolare la coltivazione delle endorfine.
In pratica, sono sul mercato: mangio poco, non sporco, ma ho le mie cose. Molto spesso.

Intanto, l'holter disvela i segreti del cuore: max 88, min 35, media 53. Lui non salta.

mercoledì 10 agosto 2011

Patapumfete

Non ricordo cosa ho sognato, ma in quei due minuti ho veramente dormito di gusto.

Quando ho aperto gli occhi, volti curiosi davanti a me, un sacco di domande e un tipo mai visto prima che mi tiene i piedi sollevati. Gli occhiali caduti distanti, chissá come. Troppa grazia, lasciatemi andare! Ma il tizio gentile in divisa blu, begli stemmini rossocrociati (un team concorrente? l'ho giá vista in altre corse ...), insiste e mi fa fare un giretto, con ingresso da prima classe, fra altri tizi gentili in camice verde: pressione bassa, battito scarso, ecg nella norma, una flebo di merenda e infine il meritato codice verde.

Mentre pasteggio a spese della comunitá, ripenso alle parole dell'ortopedico, un coetaneo che sostiene che il nostro timore per aghi e punture sia generazionale, tipico di chi ha vissuto gli anni della penicilina e di certi antisettici, tanto spesso usati quanto irritanti. Dopo l'infiltrazione -é dolorosa, ti avverto- si congratula per il mio coraggio -hai resistito bene. Stavo giá sudando freddo: cento metri dopo, la mia corsa finisce contro il vetro della porta girevole.

Proprio vero, in certi posti si entra ma non si sa mai quando se ne esce.

venerdì 8 luglio 2011

10 giorni al Nord

Rügen ha la giusta distanza da casa, dalla striscia d'asfalto che mi spolpa la schiena, dal loculo dove spreco le ore migliori, dal megalomane appiccicato alla poltrona con la Coccoina, ecc ecc. Ed è bello, per una volta, non incontrare connazionali ed essere guardati ovunque come i meridionali del caso: perchè c'è sempre un posto più a Nord del tuo.

Gli ampi spazi verdi fanno subito effetto e ci si dimentica subito di tutto. Ah si, ho anche un paio di diagnosi prima di partire: i raggi dicono che le ossa sono a posto ("piede sano e intatto"), l'eco dice che c'è una "area ... che si estende per 7,2 mm compatibile in prima ipotesi con area di probabile borsite pericapsulare". Visita ortopedica rimandata a dopo le vacanze.
E allora corro senza pensarci, per buona parte del tempo su sterrato. A volte costeggiando il mare, che fa capolino alla fine del bosco di faggi, a volte inseguendo leprotti tra campi di grano e segale. Oppure attraversando campeggi che paiono senza fine. O zigzagando lungo bianche spiagge fra sederi e piselli al vento. O ricercando la forma risalendo il faro di HiddenSee. Oppure, in una mattinata da tregenda, sfidando i goccioloni alla ricerca del lago che non trovo.

Ovunque, alberi da far paura, silenzio e calma. Quello che ci vuole, ma non basta mai.

venerdì 3 giugno 2011

GP Sebino, per dovere

Poteva andare peggio.

Nella festa del GP (finalmente qualcuno si é accorto che il 2 Giugno é un giorno di Festa Nazionale: l'inno e i fumogeni tricolori sono stati proprio una bella idea), mi calo nel ruolo di chi se la vuole godere, a prescindere dall'evento sportivo personale, e ce la metto tutta.

Arrivo che il cielo é coperto di nuvoloni grigi: sembrano immobili e minacciosi, ma il lago da qui é bellissimo. Raggi di sole penetrano dall'altra estremitá e danno un senso di magico. Spettacolo per pochi, per quelli che sono giá sul posto alle 7.30, come gli amici milanesi che hanno fretta di occupare i tavolini del parco per il loro Ristoro Privato. Piano piano il grigio svanisce ma la temperatura rimane accettabile e ideale per la corsa.

Con Gianni, a riposo per la caviglia distorta, seguo la corsa degli over 45, lista degli iscritti alla mano, e incito uno ad uno i numerosi, a volte sconosciuti, compagni di squadra. Nemmeno al secondo passaggio mi ricordo tutti i nomi, la memoria fa cilecca. Qualcuno ha anche tempo di alzare la mano, l'operazione boyscout Aiuta il nonnino ad attraversare la strada forse ha funzionato.

Poi, senza gran voglia, tocca a me: quattro minuti di riscaldamento e partenza tranquilla. O almeno mi pare, ma tutti sono giá a razzo e io vengo trascinato nel loro delirio marinettiano: lascio che i frettolosi mi passino, non c'é proprio la vena giusta oggi. Vado tranquillo insomma, il passo é costante e solo nel finale provo un'accelerazione per staccarmi di dosso qualche avversario. Evito l'errore dei compagni piú giovani che, partiti troppo ottimisti, recupero con calma: uno resta assieme a me e gli regalo "l'onore" di arrivarmi davanti. Bravo ragazzo!

I passaggi delle donne me li godo in discesa, mentre tiro due calci al pallone con l'erede: brave tutte e bravo il piccolo che si ricorda a memoria i nomi delle nostre atlete.


Con i pargoli dai nonni, la giornata si chiude alla grande con la salita al monte (300m dislivello, periplo di circa 8km), giusto per smaltire le fatiche e allontanarci un po' dalla folla: Micio fa la guida turistica e ci guida lungo sentieri e misteri che conosce a menadito, la Bella ha un po' di fiatone ma la passeggiata ha il suo fascino. Ci riposiamo.
  • 2 giugno 2009: 26.mo/94 (MM40), tempo 30.27
  • 2 giugno2010: 12.mo/103 (MM40), tempo 29.01
  • 2 giugno2011: 19.mo/116 (MM40), tempo 29.17

mercoledì 1 giugno 2011

Dubbi

Due corsette sono riuscito a farle, gambe indurite da dieci giorni di pedalate e piede sotto controllo. Domani parto in modalita' blanda, mi troverete al tavolino iscrizioni o in giro a soffiare nei gonfiabili.

Che ritmo riusciro' a tenere e fino a quando?
La testa reggera' il tintinnio del dito pestante?
E come sara' scollinare al GPM tra le consuete ali di folla (da brividi), con poche possibilita' di farmi sotto nel tratto a me piu' congeniale?
Il tifo di Gianni a bordo pista mi sara' di aiuto?

E come mai questa tastiera non ha gli accenti? (*)

E, infine, com'e' che ora siamo tutti festosi per questa ritardata Liberazione? Vien da chiedersi chi li avesse votati (in massa) fino all'altro ieri.

Corri e non pensarci.

(*) cioe', di solito CTRL+ALT+ funziona, e' l'editor del Blogger che fa le bizze e non ho voglia di smanettare con l'AccaTiEmmeElle.

martedì 24 maggio 2011

Pazienza

9 giorni dopo, piede sgonfio dopo legatura maldestra.
Nuova diagnosi: piccola cisti sotto il tendine estensore del secondo dito (volgarmente: illice). Passerá.

Pazienza, corsa moderata, bicicletta e Aulin come se piovesse.

Cambio programma: il GP del 2 al piccolo trotto o da sbandieratore; la Cortina-Dobbiaco in modalitá it's-my-f.-birthday. Poi si vede: un certo fremito sta scemando. Pazienza.

mercoledì 18 maggio 2011

Me la lego al dito

Breve consulto dal medico in serata.
Per scoprire che, se l'alluce del sinistro lavora verso destra, il secondo dito tende dalla pare opposta, come anche i tre rimanenti: logico quindi legarlo NON all'alluce, ma al vicino di sinistra.
Il geniale Docteur di domenica scorsa, ovviamente, l'ha legato all'alluce, costringendolo per un paio d'ore ad un movimento forzatamente innaturale. Ne e' uscito un bel piedone a patata.
Merci mon ami!

Aulin, pazienza e bicicletta.

mercoledì 30 marzo 2011

Con cautela

Ricomincio sabato, dopo 5 giorni 5 di ASSOLUTO riposo podistico intervallato da 2 micro uscite in mtb: la caviglia é bella sgonfia, il tendine per ora silente.

Scendo in mtb nel campo e la appoggio ad un masso lungo lo sterrato: qui non vigila il cavaliere scuro ma io mi fido lo stesso (e sbaglio e poi al secondo scasso devo appiccicare le inferriate alle finestre). I filari sono di un 200m circa, li percorro con calma, un occhio alle potature e uno alla bici. Provo anche ad allungare, un filare si e uno no. Mi pare che regga.
Se poi trovo il campo giusto vedo di fare di meglio.

Domenica la prova del fuoco: un'ora al campetto con El Grinta, ognuno nella sua porticina. Calcio con apprensione, alterno spesso il sinistro al destro malconcio, ma non provo dolore. El Grinta ne esce con le ossa rotte: stanco morto, mi costa un gelato prima del rientro a casa.

Lunedí sera provo ad allungare al PN, in mente un medio da 9 con progressione ogni 3. Fatico un sacco e mi fermo al sesto, poi allungo 2 volte per 1K, ma di scendere sotto i 3,40 non se ne parla. Bello e affollato il Parco a quest'ora: attenzione agli incroci che i podisti spuntano come funghi e non si sa mai chi abbia la precedenza.

Ultimo test, un'uscita da 14K con l'amico rivale che, in mia assenza (??), sta scalando le classifiche provinciali di categoria: scopro una bella ciclabile che prossimamente esploreremo, persiste qualche dolorino al tendine, preoccupa l'inconsueta, insostenibile fatica.

Attendo il meritato ritorno.

mercoledì 23 marzo 2011

Un (mancato) caso scientifico

Serve addirittura una coppia di dottorine per visitare il piede dolente: il gonfiore sotto il malleolo é ancora evidente ma non preoccupa (loro). Mettono a confronto le due caviglie e non vedono il caso scientifico che io ne vorrei fare. In piedi sulle punte mi duole al di sotto del malleolo mediale, ma domenica sentivo punzecchiare fin sotto il polpaccio.

Aulin arnica e pazienza la ricetta con cui ne esco, per entrare nel girone infernale della farmacia.

"E lei ha corso per tutto questo tempo?"
"Lei non puó capire ..."
"E' drogato di corsa!"

Questa settimana bici e stretching. Bel tempo ovunque.

martedì 9 novembre 2010

celo celo manca

Sono giorni che il dolorino viene e va e si sposta qua e là: tendine, polpaccio, metatarso, il piede destro fa le bizze e il sinistro mi pare voglia imitare il fratello pazzo. Ci corro lo stesso allungando di qualche metro il riscaldamento, poi leggo della Sindrome invisibile da carico:
  1. Il soggetto sente dolore soltanto nell'azione di corsa: manca, di solito lo sento dopo e zoppico camminando (un po' me la tiro e irrigidisco di proposito il piede)
  2. La patologia d'innesco è costituita da una tallonite: celo
  3. Il soggetto lamenta un dolore nella zona pelvica anteriore: celo (a volte, mica sono tutto da rottamare)
  4. Tutti gli atleti ... hanno avuto l'infortunio dopo aver stabilito i loro record ... dopo un periodo di carico notevole: c'est moi!
  5. Tutti i soggetti hanno età compresa fra i 35 e i 45 anni: celo
Sarò ipocondriaco, ma se scorro la lista delle patologie mi pare di averle quasi tutte. Chiaro sintomo di Spaghetto da 3 settimane a Flo. Speriamo.

Il riposo - Si è rivelato in tutti i casi l'arma vincente: e che gli dico a Flo?