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venerdì 3 ottobre 2014

Nelle mani del pazzo

Fermate quel pazzo o qui ci scappa il ...

L'avevo detto io, che martedì era un appuntamento a rischio, e pure insolito giocarsi la pista a due giorni dalle gare. Per i miei soci che gareggiano, sia ben chiaro: per me, un giorno vale l'altro.
Così capita che arrivo in ritardo e perdo la prima volata delle otto, per milleduecento recupero quattrocento. Parto freddo assieme al loro secondo giro, col fiato in gola che non se ne vuole andare giù. Resto in coda, fatico, sudo e al quarto (mio), i due giovanotti prendono il largo e resto con l'altro over 40.
Resistiamo insieme, affiancati in prima, smadonnando entrambi l'impossibile e oltre.
Al termine dei regolamentari, provo a recuperare il primo giro perso, ma da solo non è cosa. Sento il passo lentissimo e c'è buio pesto, ai quattrocento ci penso e ai seicento mi fermo.

Un pazzo, sono.

sabato 21 settembre 2013

Quei passi da lontano

Ier sera, corsetta di paese tra le vigne, come piace a me. Viene pure il buio, e il gentleman che è in me ritorna sui suoi passi, torcia in testa ed erede al fianco, a cercare la Bella. Insomma, dopo una decina molto bella e abbastanza tirata, stamattina me la prendo comoda. O quasi.

Porto i bimbi a scuola, rientro e veloce mi preparo. Parto calmo per il mio Progressivo Sciallo, imbocco la ciclabile fino al cancelletto di legno, che tocco teatralmente con la mano per poi rigirarmi verso casa.
Lungo la seriola stavolta, che ce la prendiamo calma oggi.
Poco dopo li sento arrivare, mi giro e un fulmine in divisa lunga e scura mi si avvicina con passi leggeri ma veloci. Mi faccio da parte ma mi intima un "vada avanti", io insisto, lo faccio passare e poi e gli vado dietro. Mi invita a seguirlo, tanto oggi fa "un lento". Stavo andando a 4, dice lui, l'adulatore, e io non resisto all'invito. Ho voglia di ascoltare storie, anche se mi costa una fatica inattesa.

Quest'anno ha fatto il personale, sui 5000.
Nelle gare punta solo a vincere, punta il più forte e ci prova fino in fondo.
Per andare forte bisogna allenarsi, crederci e correre a testa bassa. Come nelle altre cose della vita.
Non vede l'ora che arrivi la stagione dei cross. In autunno farà solo gli Italiani di Maratonina, a Cremona. Forse lo vedrò, da lontano almeno.
L'anno prossimo chiede la nazionalità, credo proprio di aver corso con uno che vedremo in Brasile.

"Alla fine ti conviene, chiedere la nazionalità, no?"
"Sono tanti anni che sono qui, voglio correre per l'Italia"
"Ma si, oramai sei bresciano dai!"
"No, sono bergamasco, sto dall'altra parte del fiume!"
"E dai, l'è stèss!"
"Ma se, fa nigot!"

In bocca al lupo, gnaro!

domenica 31 marzo 2013

Consultazioni lampo

Un altro incontro per strada col mio tifoso speciale. Che pare affezionarsi sempre più ai casi miei e dimenticarsi dei suoi.
Pensavo eri alla Stramilano, non puoi fare la Maratona senza prima la Stramilano ...
Non sbagliare i primi 3 chilometri, sono decisivi ...
Unisciti a un gruppetto, parlate tra voi fino al trentesimo, non è mica facile ...
Non saltare un ristoro, i crampi sono dovuti alla disidratazione ...
 Prendo nota di tutto, ascolto e assimilo. Ma la memoria non è il mio forte.

Buon medio da venti in settimana, interrotto al sedici dall'incontro di cui sopra,  ne approfitto per chiudere gli ultimi quattro in progressione fisica e mentale.
Ultimi 3x5k ieri, giusto prima della grande pioggia. Senza sforzo apparente, buone sensazioni: più un RM che una ripetuta, ma era giusto per chiudere il cerchio.

Certo, se arrivasse la Primavera non sarebbe male. Chissà a Parigi ...
 

domenica 24 marzo 2013

E intanto fuori piove

L'anti tabella del maratoneta improvvisato dice che è l'ultima settimana di carico. Senza però esagerare, che in fondo quel che conta è uscire, mica gareggiare.

Lunedì, risveglio imbiancato, si salta.

Martedì, calzini rimasti nel cassetto, si salta.

Mercoledì, mezza di ferie e 32 di lungo faticato. Spero sia solo la mia ben nota meteoropatia.

Giovedì, bel sole, ovvio: corsetta di scarico in pausa pranzo.
Venerdì, pausa lunga per un 4x4k, ma l'ultimo è solo un 3k, come ho già detto. Buona media sotto ai 3.45, significativi incontri per strada.

Sabato provo le nuove scarpe veloci nell'anello dietro casa. Il ritmo lento le annoia, quindi proviamo il chilometro finale lanciato, e si scende ancora sotto i 200 secondi. Mi piace.

Domenica, mentre la Bella rientra dal Canadà, provo le nuove scarpe lente, anche se con questo modello siamo già al terzo giro di giostra. Mamma bada ai due studentelli, il volatile di stagione si rassoda nel forno, e io salgo lungo i tornanti che portano all'altopiano (500m+), sotto l'annunciata pioggerellina. Salita tranquilla, con due pause fazzoletto, e discesa abbastanza tirata. Scarpe promosse.

Tirando le somme, quasi 93k.

Due paia tutte insieme possono sembrare un eccesso, ma le Diadora avevano passato i 1300, e le Asics gialle sono datate 2010. La Spending Review è già di casa. Ringrazio il mio nuovo pusher per aver evitato il peggioramento della tendinite.

mercoledì 13 marzo 2013

Fumata bianca

Kikko mi sta dando delle preziose indicazioni: il ragazzo ne sa, o comunque sa quel che fa, e io che invece vado a sentimento, mi confronto con i suoi allenamenti per capire dove posso arrivare.

Provo il suo lungo da 28, detto il pare facile ('sto par di palle), ma la competizione virtuale mi porta a spingere un po' troppo sin dall'inizio e poi, diciamocela tutta, è da un pezzo che non supero i 21, non è che abbia poi tanto da spendere. Al 17.mo mi pianto e decido che arrivare a casa con i 28 sarà comunque un buon risultato: da lì al cancellino è uno stillicidio di fermate varie, quando non ce n'è, hai voglia di bluffare (sottotitolo: pirla).

Domenica mattina i 3k ripetuti sulla ciclabile, ma la nebbia è a livelli londinesi, la voglia poca e insomma non se ne fanno più di tre. Obiettivo minimo raggiunto, almeno nel conteggio settimanale (sottotitolo: lazzarone)

Il Coach mi suggerisce, fra una valangata di ripetute e l'altra, un bel lunghissimo da 36: non mi resta che scroccare una mezza giornata di riposo ed approfittarne. Stavolta la frittata esce bella cotta: primi dieci in relax ma al buon passo; poi altri dieci molto più complicati, su sentiero e con numerosi saliscendi (direi collinare, se solo avessi visto l'ombra di una collina); altri dieci fra asfalto e sentiero di buon passo, quindi il finale alla come viene viene. Un minuto dopo lo stop, battiti a 120.
Per una volta, il bicchiere mi sembra mezzo pieno (sottotitolo: finalmente non piove!)

Come spesso capita, è ora di cambiare scarpe. Le Diadora dovrebbero aver fatto sui 1200Km, dallo scorso 6 novembre. Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a conoscerci bene, che è già il momento di lasciarci. Urge riunire il conclave per scegliere il degno successore (sottotitolo: ma le Adidas Boost neanche se me le tirano dietro!)

venerdì 15 febbraio 2013

La fabbrica del pane

Inseguendo Aureliano, la fabbrica del pane mi appare attorniata dal ghiaccio. Toh, che sorpresa!

Giorni strani per correre, e forse sarebbe anche saggio restarsene davanti al caminetto a far nuvolette con la pipa. Invece si esce, la primavera avanza e Zefiro rimenerà, una volta ancora, qualche appuntamento podistico dei suoi.

Una salita sul monte, a lasciar le prime tracce sull'invitante neve fresca: solo nel tratto finale, ça va sans dire, che tutto il dedalo di sentierini sottostanti è già martoriato dai segni delle 4x4, brutto vizio locale.

Un'uscita in PP (Pausa Pranzo) lungo il Villoresi, e si sperava in condizioni di terreno migliori. Nei tratti buoni la ciclabile è un single-track circondato da neve, sperando di non incrociare nessuno. Nei tratti peggiori neve pressata, parzialmente disciolta e poi ricongelata. Un po' pericolosa, mi prendo i miei rischi e il medio finisce bene.
www.panem.it
Giusto a metà strada, al termine di una via presa per disperazione alla ricerca di asfalto, mi appare lei, e chi se lo aspettava mai? In questo stivale malato, c'è ancora chi produce, e il sito è tutto un 404, segno che qui si bada al sodo, mica chiacchiere da "blog come distorta forma di condivisione e socializzazione e sulla sua decadenza ormai evidente" (cito qui, penultimo link del giorno).

Una serata al PN (Parco Nord), col buio che avanza man mano che inanello giri ad otto. L'ultimo lo corro attorno, invece che dentro, alla ricerca di luce e incrociando i giovani marciatori locali. Freddo e fame, poi si rientra e c'è pure il tempo per festeggiare le solite, monotone pagelle.

Comunque, da quando abbiamo ritirato la MDP (Macchina Del Pane, per i pochi che NON leggono i socializzantemente distorti blog di cucina), un tozzo di pane non lo si nega a nessuno. Il consumo casalingo è cresciuto da quasi zero a quasi due-tre pagnotte a settimana. Non sarà una michetta, ma c'ha comunque il suo gusto.



venerdì 25 gennaio 2013

Il Metodo Sperimentale

Che male possono farmi 15 giorni di corsa consecutivi? Che ne so, e allora provo.

Niente di troppo serio: nessuna tabella, nessun guru a cui dar retta, solo voglia di mettersi in gioco e di far fare due passi alle scarpette e due giri alla lavatrice. Insomma, un po' come il tipo che prova a diventare sociovegetariano a modo suo, per il gusto di provare.

Una decina di chilometri al giorno, mediamente, senza strafare. Ieri venti per chiudere in bellezza, ripetute poche e corte. Montagna, una volta sola, che tanto ci rivedremo col bel tempo. Una sola gara, ma scelta con cura amatoriale. Parecchi medi o giù di lì, invece: che è un bel correre ed il tempo passa veloce mentre esplori i dintorni e nessuno ti prende per matto che vuoi fare il Bolt sulla ciclabile.

Sensazioni buone, a volte buonissime: ogni giorno che si ripete come il precedente, senza troppa fatica, senza bisogno del lento rigenerante che credo sia un'altra invenzione di Albanesi. Un rituale che oggi mi è mancato, lo confesso. Rientrare in mensa con i colleghi, lasciare la sacca nel ripostiglio, le scarpette in soggiorno, le calze sullo stendino, le mutande nel cassetto e le clementine nel vassoio ... che smacco.

Unico effetto collaterale, un piccolo rigonfiamento alla caviglia, ma pare più una distorsione che una tendinite, forse effetto dei due giorni di corsa con le scarpette di riserva, dopo il pantano di Treviglio.
Penso che potremo avere una fase due. Magari non subito ma io me la sento che arriva. E di solito ci azzecco.

mercoledì 16 gennaio 2013

Coming Out

Piccole rivelazioni di poco conto.

Un mese e passa che corricchio a vuoto, qualche obiettivo l'ho buttato giù ed ora è tempo di confrontarsi col mondo esterno.

Il prossimo appuntamento sarà quindi a Treviglio, personale esordio nel Trofeo Monga. Senza grosse pretese, se non di arrivare in fondo, non farsi male ed evitare l'usuale unghia nera post-chiodate.
Che oggi ho recuperato dal fondo del ripostiglio, tolto dalla scatola e spero presto di mettere alla prova in qualche vigneto fangoso.

Il mio competitor è avvisato: si curi le vesciche e si facci trovare sul posto.

domenica 6 gennaio 2013

Il mio cuore batte solo per te, baby

Due corsette molto simili, ed è quasi ora di ricominciare.

Venerdì 13K lungo il fiume, in parte sterrato lungo il canale: 45m il dislivello del GPS, ritmo poco sotto i 4,20/km. Sensazione di stanchezza, ma stavolta i bioritmi non c'azzeccano.
Ieri giro analogo, passando dall'altra sponda del fiume per 17K circa: 148 i metri di dislivello, ritmo leggermente più veloce.

Il primo giorno, in pausa pranzo durante il lavoro, il cardio segnala 153 di media e 176 di massima. Una follia di battiti insomma.
Il secondo giorno, allo stesso orario ma senza lo stress del lavoro appiccicato addosso, segna 142 di media e 156 di massima. Quasi mai sopra i 150.


Solo tre giorni di lavoro e sono già uno straccio. C'ho bisogno di aria fresca. E di preparare una bozza di programma.

venerdì 23 novembre 2012

In lungo

Fonte: http://therunningbug.co.uk
Lungo, nero e molto attillato: era una S quando l'acquistai qualche inverno fa, forse i troppi lavaggi necessiterebbero un update, magari anche un upgrade. Vedremo, per ora non mi dispiacciono quegli scatti di elasticità che ne vengono fuori. Galvanismo puro, dico.

Il completo piace alla matta del paese, che si dice in giro gran bevitrice e mi saluta con un che bellissimo fisichino. Questi fan.
La rivedo allo stadio nel giorno della campestre del baby (settimo, primo degli anticipatari), per fortuna senza riconoscermi.

Incuriosisce invece i pescatori sull'Oglio, intenti a gareggiare in una pozzettina laterale gestita dal Club: 20 pensionati affacciati verso la micro pozza, presto assaliti dalle troterelle fameliche, contro 4 pescatori imbacuccati e infreddoliti affacciati al fiume in piena. Non c'è storia.
Rivedo uno dei pescatori al campo, che mi spiega il motivo dei loro risolini al mio passaggio: pensavamo eri un sub che ti volevi immergere, e scambiano pure la borraccina d'acqua zuccherata per una bombola d'ossigeno.

In lungo, contro il freddo e per i fan.



mercoledì 24 ottobre 2012

Cose da pescatori

Domenica al laghetto per la gara dei bambini, e la chiamano una mattinata rilassante. Chiacchiere fra pescatori. Vero o falso?
Frank e la medaglia della Morenic
  1. Siamo tanto scarsi che ci assegnano subito un tutor per tutta la durata della gara.
  2. Pescavo nel Po ma mi hanno rubato tutta l'attrezzatura che tenevo in garage. Cinquemila euro di materiale!
  3. Il siluro più grande che ho pescato era di 73 chili.
  4. Abbiamo stravinto la gara, nella categoria U12.
  5. Se fossi stato a Cremona avrei finalmente strappato un under 77.
  6. Il lungo da 25 post-pesca è andato alla grande.
  7. I 5x2 di ieri sera sono volati via che è una meraviglia.
  8. Il GPS fa di nuovo le bizze.
  9. Il Socio mi vuol fregare la sudata medaglia.
 La soluzione a fondo pagina.
  1. Verissimo
  2. Vero (detto da un pescatore)
  3. Vero (idem)
  4. Ahahah!!! 2 misere troterelle, ultimissimi!
  5. Falso (probabilmente)
  6. Falso
  7. Vero
  8. Vero (ahimé!)
  9. Falso (ahimé!)




sabato 22 settembre 2012

Avvistamenti Autunnali

Finita l'estate, finalmente e checché se ne dica.

Uno scoiattolo rosso al Parco, un nostranotto che ha trovato la sua nicchia fra i maledetti yankees invasori.


Colonne di fumo di cineserie da due soldi. Pagheremo noi, come sempre, prima e poi.

Un'avvisaglia di condizione quasi vera, in una tarda serata troppo presto rabbuiatasi. La notte mette le ali ai piedi e il lento scazzato volge in un 10K al bacio (40' esatti).

Un amico nel bosco. E i suoi 14 fratellini.

Un GPS che fa le bizze: a giorni è un continuo ricezione satellitare persa, altri mi pare corra troppo. Quel 3.22 sul mille di ieri non era certo vero, non ancora.

Un socio in lontananza che mi aspetta per darmi il cambio. Arriverò, prima o poi. Anche 30 mi sono sembrati un'enormità. Spétami.

martedì 11 settembre 2012

Valutazione Candidato

Quello che i primi frazionisti si sono persi
Rapporto confidenziale di valutazione del candidato Kikko, alias --OMISSIS--, a seguito della recente corsa-allenamento lacustre, dove ci siamo accompagnati a vicenda dal primo all'ultimo km della prima frazione a staffetta. Una mezza, il mio primo lungo vero da un paio di mesi. Sulle strade di casa, che non fa mai male.

Il candidato si presenta in ottima forma: teniamo un discreto passo nella prima parte collinare, superando sin dal terzo K i primi maratoneti, partiti 10 minuti prima. Dal settimo in poi è un sorpasso continuo, sempre a buon passo, spalla a spalla.

Il candidato si presta al gioco e non prova ad allungare, sebbene potrebbe: non avrei benzina per recuperarlo, gli sono grato della cortesia. A Berlino potrà presto dire la sua senza timore di offendere il vicino di corsia.

Il candidato conosce i trucchi del mestriere: di quello del maratoneta, che presto lo porterà a stracciare il suo risicato sub-180, ma non solo. Conosce, ad esempio, il vecchio trucco di chiacchierare durante l'allenamento. Ne ha da dire, a me e a tutti quelli che incontriamo: uno spettacolo, correre in sua compagnia. Tutto fiato guadagnato.

Recupero attivo post-gara
Una seconda parte in progressione, nel pieno rispetto del manuale del bravo podista, ci permette di raccogliere gli applausi dai miei compagni di Team e dagli --OMISSIS- suoceri, di recuperare qualche posizione e infine di dare il cambio ai nostri coraggiosi secondi, chiudendo in un 85 basso. Senza troppa fatica, che il caldo vero stava giusto per iniziare.

Promosso con Lode. E con lui, l'intero Run Team ITA (una seconda terna per la MoRese?).

Roby ("ma non avevi detto che il tuo amico era uno che andava forte?" ;) e --OMISSIS-- è stato un piacere, alla prossima!

mercoledì 11 luglio 2012

Quell'anello dietro casa

La nostra piccola inventrice mi chiama dal paesello sui monti e mi avverte che deve uscire a fare l'allenamento, che bella sorpresa.

Al venerdì sera andiamo a trovarli per accompagnarli nel loro travaglio estivo, e ci intima di accompagnarla nella corsa mattutina del giorno dopo. Me la cavo con un giro corto e uno lungo, non privi di difficoltà tecniche quali il superamento della staccionata, la corsa su morbidissimo tappeto di muschio, la discesa lungo la scalinata e l'inversione ad U a mezza discesa. Taglio il traguardo in seconda posizione, poteva andar peggio.

Quando saranno grandi avremo un bel duo per la MoMoT che verrà.

Nota finale sconsolata per il paesello, abbandonato dal turista meneghino che adesso batte cassa: i cartelli VENDESI superano quelli AFFITTASI ma non mancano le CEDESI ATTIVITÀ. Butta male.

venerdì 13 aprile 2012

Pochi ma buoni

Ci sará la crisi, sul lavoro, ma non ricordo periodi piú intensi e stressanti. Poco tempo, insomma.

Tanto che mi tocca aspettare sera ed arrivare giá col fiatone al Parco N per donare il 6 per mille. Ci scappa un 3.15, forse si ricomincia a correre. Lunghi recuperi, per aspettare che la testa stanca si ricongiunga al corpo in fuga, prima o poi ci resto secco.

Sabato ci ritroviamo per gli allenamenti coi bambini: piovicchia, quindi sono solo 3 della seconda, nessuno della quinta. Ci giochiamo un bel giro lungo il canale, 5 junior e 4 senior, biscotti e dolciumi in grande avanzo al termine. Finalmente troviamo il modo di riciclare le numerose medagliette che riempiono i cassetti: beati i primi.


Domenica, fra uno stambecco e l'altro, mi godo l'ora d'aria mentre il resto del gruppetto banchetta: la salita al Rifugio parte nel bosco e prosegue per tornantini sul ghiaione. Corro finché i tornantini non cessano e il sentiero prosegue verticale verso il muro di roccia. Lí, sotto la minaccia dei ghiaccioli che si staccano dalla parete, la salita prosegue con il sostegno della corda alpina. Arrivare al lago ghiacciato é una goiosa sorpresa, scendere dai tornanti del sentiero CAI impone l'apertura delle alucce. Respiro!

Il giorno successivo, sempre di sera e puntuale con l'inizio della pioggia, scappo al Parco M, inanello un 10K e rientro in ufficio per la doccia solitaria. L'idea era un progressivo alla Pitt, con le dovute proporzioni e con rispetto parlando. Al 15 un dolorino alla coscina di pollo impone un rallentamento, poi ci si riprende e si chiude bene. Gambe bagnate e gelate.

Infine, iersera altro giro al Parco N per provare le sospirate 4x(2000+1000) suggerite dal socio: nella ressa dei locali che provano la gamba per la MCM, col ginocchio sbattuto contro il comodino che tende a indurirsi, ne esce giusto la conferma che, se voglio, mantengo le promesse.

domenica 5 febbraio 2012

7 giri, anzi 4

Per una volta, il culto della Mara fallisce nel rito delle Ripe. Giovedí la scuola chiude e mi blocca in casa con gli eredi, e il giorno dopo i marciapiedi brianzoli sono troppo ghiacciati e pericolosi per pensare di provarci.
Passo direttamente al rituale del Lungo, e parto baldanzoso per 7 giri da 4 attorno alla Marisa, poi mi accorgo che il taglio per le vigne é ovviamente impraticabile, quindi mi riduco a 4 giri da 6 facendo il giro piú lungo e piú brutto, allungando per la zona industriale.
Ad ogni giro cerco di aumentare il passo, e il gioco pare funzionare, fra uno stop per la pulizia del naso e l'altro. Al 24.mo, invece, mi fermo di brutto, gelato e stremato. Una caramella al miele mi aiuta a riprendere il passo, comunque piú lento e imballato. Chiudo con un giro sotto il quartiere di casa: ce ne vorrebbero due per chiudere con 30 secchi, ma non ce la faccio proprio piú.

Con l'aria che tira, é molto probabile che il prosismo pettorale lo indosseró direttamente il 4 marzo.

sabato 31 dicembre 2011

Un buon 30

Un buon 30 per chiudere l'anno in solitaria bellezza, freddo sulle guance barbute e strade deserte, un paio di compagni di squadra incrociati per caso, gabbiani svolazzanti e rumorosi, bel cielo che albeggia. Le colline, le vigne, gli sterrati che mi faranno compagnia per chissà quanto. E poi a casa a finire i preparativi.

Alla prossima, in crescendo. Di chilometri e non solo.

PS: ma Ferrara com'è? Non la città, chiaro...

venerdì 16 dicembre 2011

L'otto sott'acqua

Quasi placata la nausea agonistica mentre torna qualche sospetto sullo stato di salute. Peccato, perché intanto si continuerebbe ad andare abbastanza forte.

Domenica la ripresa, con la Bella lungo le cartoline della S/L. Un ciclista in vena di complimenti mi conferma che "guarda quello che andare!": sono in cima al lungo tratto in leggera salita, vero, ma ho lasciato la Bella solo da un chilometrino. Confidavo nella loro gratuita adulazione per riaccendere i fuochi.

Preso da non so quale idea, mercoledí mi dedico al gioco dell'otto: per mille, sotto una bella pioggerella.
Tempi buoni, corsa facile (spero che l'espressione non abbia il copyright), falcata corta e rapida, aiutata dal pantalone lungo, attillatissimo e molto elastico(*). Che sia il caso di chiedere a Santa un ricambio?
Il primo in 3.30. Il peggiore in 3.33, per via di un maldestro spegnimento finale. L'ultimo in 3.23, con curva a gomito agli 800 e possibile frontale con mezzo pesante carico di torba evitato con un balzo in pozzanghera. Altro che cross.

Le vigne sono spoglie. Come direbbe il poeta, il treno passa ma non fa piú fermate neanche per pisciare. Ce la portiamo a casa.

(*) Sará un caso, certo, ma ho la sensazione che quando devo attraversare, le auto che si fermano sono quasi sempre guidate da donne. Il fascino dell'abbigliamento tecnico.

giovedì 27 ottobre 2011

Cambiamenti climatici

Gola quasi rientrata nella norma: la voce va e viene e nessuno se ne lamenta.
Naso piuttosto chiuso, smottamenti giallastri fuoriescono improvvisi e travolgono Kleenex innocenti.
Il piede corre invece spedito, in queste fresche giornate. Fin troppo.


Speriamo di non finire nella lista delle vittime. A Messer Cemento Selvaggio abbiamo giá pagato dazio.

Wake Me Up When September Ends

sabato 22 ottobre 2011

In balia del 20

In attesa dei botti finali, pausa lunga e sei andirivieni sulla ciclabile che costeggia il fiume. Il posto che piú somigli a una pista che io conosca. Senza per fortuna esserlo.
3.26, 3.25, 3.26, 3.29, 3.28 e 3.24 al kilo, stando al satellitare che monto al polso.
Speravo di sfondarlo, il 20, ma non era cosa: il vento soffiava sempre contro, nonostante invertissi il senso di marcia ad ogni giro. Bizzarrie del meteo.
Bizzarro pure che ne esca poco stanco. Lazzaro, potevi fare di meglio.