Pagine

lunedì 14 aprile 2014

Under 79

Credo non capitasse da una ventina di mesi. Bentornato 78.

Quando il post non vien da sé, inutile insistere. Ma giusto ricordare che, alla mezza di Cellatica, non una delle mie preferite ma una delle più spesso corse, siamo tornati sotto i 79.
Sette piccoli secondi che riaccendono qualche fiammella, nonostante una breve pausa fazzoletto dopo le classiche dieci miglia. Non è grave, c'è di peggio.

  • 29 marzo 2009: 67.mo su 278 (MM40: 18/69), in 1h27:12
  • 28 marzo 2010: 26.mo su 359 (MM40: 7/71), in 1h22:09
  • 6 marzo 2011: 30.mo su 389 (MM40: 5/71), in 1h18:50
  • 14 aprile 2013: 50.mo su 550 (MM40: 13/92), in 1.22.56
  • 13 aprile 2014: 32.mo su 625 (SM45: 5/112), in 1.18.53

lunedì 24 marzo 2014

Stramilanesizzato

Sapessi com'è strano, felici di una mezza a Milano.

Bastava partire più lenti, come sosteneva il Commissario Nic. Bastava crederci, quando sono rimasto solo dopo il decimo, ad affrontare i lunghi vialoni controvento. Rallentare il giusto, guardarsi attorno e godersi la corsa senza l'ansia del tempo che passa. E senza subire l'onta dei sorpassi di massa, segno che nemmeno dietro se la stavano spassando.

Non c'è molto altro, oggi è stato un bel giorno. Molto indietro rispetto ai bei giorni, ma comunque degno, finalmente.

E grazie a tutti gli amici incontrati per strada, sempre un piacere far due passi con voi.
Come il Commissario Cassani, un altro che viene dal ciclismo, che mi infila facile in volata all'ingresso dell'Arena.
"Potevi lasciarmela la volata, dai!" scherzo io
"Ah, ma pensavo che la volevi fare", infierisce lui
Scherzi del destino, ci pensa la burocrazia a ridarmi il posto che merito (due, in verità).


La classifica dei primi 100 uomini e delle prime 40 donne sarà stilata con il Official Time ... Tutte le altre classifiche saranno stilate in base al Real Time.

mercoledì 12 marzo 2014

La prima regola

La prima regola del Turista è la Pazienza.

Pazienza se il tempo era un poco freschino, almeno rispetto alle medie romane.
Pazienza se l'Under 80 non è uscito nemmeno ad Ostia, e forse chissà quando.
Pazienza se nel b&b la colazione si faceva al baretto dei cinesi.
Pazienza se ogni tanto qualche ristoratore puntava a fregare il turista.
Pazienza se la Grande Bellezza l'avevamo appena vista di persona.

La sola cosa che conta: io, loro la nonna e i maritozzi.


lunedì 17 febbraio 2014

Ognuno ha i suoi tempi

La mia piccola sta ancora sulla tazza, che è già ora del pulmino. Spicciati faccio io, prima di conoscere la Verità. Che è, ovviamente: "ognuno ha i suoi tempi".

A Verona ci provo, mi sento bene e non mi spiace la ressa dei seimila, e saluto questo e quello e vedo il Meucci e lo Yassine, e un sacco di ciapèt come non se ne vedono spesso da noi tapascioni.

L'amico rivale A. lo vedo solo alla partenza, lui prepara Milano ma sul serio, non ha ancora i lunghi nelle gambe, finge con falsa modestia. Mi darà quattro minuti anche oggi.
Il compagno di squadra S. lo inseguo dalla partenza e lo raggiungo verso il quinto, giusto il tempo di salutarlo ed accorgermi che i suoi tre e trentacinque sono troppo per me. Tre minuti e mezzo all'arrivo.
Il compaesano M., passo e calzature da montanaro, lo sorpasso facile nei primi quattromila, poi capita che al tredici mi stanco e recito la sceneggiata di quello che si ferma ad ammirare il plotone.

Ne passano a decine, mentre scaracchio su un kleenex, poi riprendo piano, giro attorno all'Adige maestoso, mi fermo a gustarmi un gatorade e mi faccio passare anche dai palloncini dell'oraeventi.
Quando mi raggiunge M., una fiammata di orgoglio mi fa rimettere al suo passo non certo irresistibile. Si resta in gruppo, un po' di carattere e un pizzico di vergogna e si attraversa l'Arena in ordine sparso.

Non so che altro dire.


domenica 2 febbraio 2014

Sul fiume corre tranquillo

Un'altra figurina aggiunta. Adda mancava, ed è a pagina uno.

In ritardo e senza molto da dire, non è una novità. Facciamo allora pubblicità, che questa corsa se la merita: la Mezza nel Parco Adda offre panorami degni di nota e una buona organizzazione. Almeno per quel che conta per me, che non bado al pacco gara, al fango lungo il fiume e alle premiazioni risicate ("ma come, soltanto il primo di categoria?"). Conta lo spirito, la generosità, il piacere di condividere, e quello lo si sentiva. Molto Amatoriale, nel suo essere Competitivo: speriamo che i Grandi Numeri non ne stravolgano l'essenza.

Questo per dire che i Fidal boys, che cercano di abbattere il PB ad ogni corsa, possono anche trovarsi un'altra gara. Non è comunque percorso da PB, considerati i saliscendi su e giù dal fiume: cercatevi un bel pezzo d'asfalto liscio e piatto e circondato dal cemento e sfogatevici.

Io ci torno, anche prima della gara: la Bella ha detto che un giorno mi ci porta ancora, e seguiremo l'imponente corso d'acqua con i piccoli al seguito in bici. E mireremo ancora le Prealpi, sperando in un'altra giornata limpida. E pazienza se il vento ci sarà contrario. Fa tutto parte del gioco, e a noi ci piace giocare.


Il primo che scrive blogger o runner in un commento verrà pubblicamente maltrattato.

mercoledì 22 gennaio 2014

A fare i fanghi

Quarto al Monga, su ottanta temerari. Non per la gloria, non per il denaro. Per un giro di can-can con Nic.

Fonte: podisti.net
Mica ci si va per correre, ad un cross nel campo fangoso e decisamente, volutamente inagibile: di correre non se
ne parla, è un altro movimento quello che cerchiamo di interpretare. Bravi e beati i tre che ce l'hanno fatta, un giorno vorrei carpire i loro segreti, anche solo per curiosità (ma forse il database della FIDAL dice già tutto: ne hanno più di me, punto e stop).

Correre, si diceva. Per come la vedo io, correre è un'altra cosa, più agile e  gioiosa. Qui ci sono solo spruzzi di sostanze varie ed equilibri instabili. Inversioni a U con ripartenze da fermo. Scarpe che affondano e speri risalgano assieme ai calzini. Amici che sbraitano dal bordo del campo. E, davanti ma specialmente dietro, gente che ci prova, comunque. Qua e là qualche sorriso, nessuno è venuto per dovere. Ce la facciamo piacere, anche se è un'altra cosa, ugualmente gioiosa ma diversa.

La mia cosa raggiunge l'apice al secondo rettilineo: quando raggiungo il 987 e mi metto in posa per il grande Arturo, un paio di scatti che paiono concordati, in perfetto sincrono nemmeno l'avessimo provato prima. Poi, ci sono altri sei chilometri di fango, ma stavolta ve li risparmio.

Intanto, dalla lontana Svizzera mi scrivono e mi tentano.
"http://www.momot.it/ Socio, andiamo a prenderci la rivincita?"


sabato 18 gennaio 2014

La gatta non si muove

Piove, pioveva, pioverà. La gatta aspetterà sul divano il mio ritorno.

Tempo da battere, ventiquattro e trentotto, sempre che il percorso, pantani permettendo, sia quello dello scorso anno.
Ottava posizione, per quel che conta.
Il 978 da sostenere, nella sua flemma del momento.
Una fetta di paciarella e via a casa, a rimuovere i danni della macchina del fango.

Un minimo di planning fa sempre bene, almeno al morale.